Attenzione
Jacopo Mancini “gira” a Bologna
Stanno per iniziare le riprese di “Fuoco e scintille”, il nuovo corto del regista
SAN MINIATO. Jacopo è cresciuto a film, ma, ci tiene a sottolinearlo, non è «un cinefilo». Dice di sé: «Non sto a giornate intere a guardare pellicole su pellicole, non ne sarei capace. Come approccio, mi definirei un neorealista. Mi piace un cinema che parla della realtà vera». Sanminiatese, classe 1990, ha alle spalle un già lungo percorso disseminato di pluripremiati cortometraggi e esperienze importanti anche all'estero. «Una delle più belle? Il corso di regia presso la New York Film Academy», risponde con l'espressione di chi è sicuro dei propri mezzi in maniera intelligentemente consapevole.
Dopo “Il luogo dell'anima” (2008), “Il profumo dei fiori” (2009) e “Ginevra” (2012), le sue regie più impegnative, il suo sguardo “neorealista” oggi Jacopo Mancini lo mette a disposizione di una storia che parla di musica e sentimenti. Siamo a Bologna, dove le riprese stanno per iniziare; la trama si snoda attorno le vicende sentimentali che legano due giovani, Viola e Giacomo, e ha come fulcro catalizzatore il “Covo club”, noto locale del capoluogo emiliano, da decenni passerella di nomi importanti della musica (tutt'altro che) leggera. Giacomo canta in un gruppo, cosa che inevitabilmente, fatalmente, l'aiuterà a far breccia nel cuore della - bella? ma sì, di certo bella! - coetanea. Il titolo è già di per sé un accordo di chitarra elettrica distorta a palla: “Fuoco e scintille”. Come tutti i lavori precedenti, anche questo corto di Mancini è prodotto da “La conchiglia di Santiago”, piccola, agguerrita casa di produzione di San Miniato, da diversi anni impegnata a «portare avanti un impegno culturale multiforme e sfaccettato, ma che dedica molte delle sue energie al cinema». Dopo la partecipazione, l'anno scorso, al Festival di Cannes e ad Open Roads di New York, nei prossimi mesi “La conchiglia” parteciperà ad un prestigioso premio della Biennale di Venezia, con il lungometraggio di Alberto Antonini, KKK, protagonisti Paolo Giommarelli e Alessia Innocenti. “Fuoco e scintille”, dice Jacopo, «durerà 10-12 minuti, si svolge tutto a Bologna, in particolare nel “Covo club”, un locale ormai mitico, dove si sono esibiti i grandi cantanti e soprattutto i tanti gruppi nati nella città. Come spesso accade nei miei lavori, si racconta una piccola storia di vita quotidiana. Viola e Giacomo, ciò che accade tra loro: questo ciò che la mia regia vuole inseguire e mostrare al pubblico. La trama inizia a muoversi da San Michele in Bosco, con Bologna che se ne sta laggiù, più in basso, vitale e attraente, a fare da sfondo; e continua durante un concerto del gruppo di Giacomo, appunto nel “Covo club”. La troupe è interamente bolognese, in particolare gli attori protagonisti provengono dalle file di “Altre di B”, un giovane collettivo rock bolognese. Le riprese si concluderanno tra giugno e luglio e il film debutterà durante in inverno.
Andrea Lanini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
