Il Tirreno

Pontedera

«Il lavoro si trova solo se si è raccomandati»

di Lorenzo Lazzerini

C’è poca fiducia nel governo, meno nei partiti politici. Le risposte date alla Cisl da oltre mille ragazzi della zona: sette su dieci vivono gli effetti della crisi

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. La crisi economica li costringe a fare meno acquisti e ha cambiato la vita delle loro famiglie. Non parliamo poi del lavoro: per avere uno stipendio devi essere per forza raccomandato, altrimenti stai a casa. Il quadro dipinto dagli studenti dai 17 ai 19 anni non lascia proprio spazio all'ottimismo. Anzi, agli occhi degli adolescenti il futuro del Paese sembra proprio risucchiato in un buco nero. Quelle elencate all'inizio sono solo due delle considerazioni che emergono dallo studio condotto dalla Cisl di Pisa su 1.011 studenti delle classi quarte e quinte delle scuole superiori di Pisa e Pontedera. Due sirene d'allarme che segnalano tutto lo sconforto di una generazione. L'elenco negativo prosegue con la percezione di una scarsa comprensione da parte degli adulti e una fiducia al ribasso nei confronti di gruppi e istituzioni. L'unica ancora a cui affidarsi è la famiglia, che si piazza al primo posto nell'elenco delle “cose importanti nella vita” con una media altissima: 9,5 in una scala da 1 a 10. Sempre la famiglia è il bastone decisivo sul cammino post-maturità. Che si scelga di fare l'università o di cercare subito un lavoro, l'opinione di babbo e mamma conta più di qualunque strumento di ricerca. Dati e opinioni preoccupanti su cui si è dibattuto nel convegno “Partiamo dai giovani” organizzato dalla Cisl di Pisa al Polo tecnologico di Navacchio. «Perché l'importante – dice il segretario provinciale della Cisl Gianluca Federici – è trovare delle risposte. Questa ricerca è solo un primo passo per capire le abitudini dei giovani e creare nuove condizioni per inserirli nel mercato del lavoro».

A Pontedera lo studio è stato effettuato al liceo linguistico Montale, all'Itcg Fermi e all'Ipsia Pacinotti, mentre a Pisa all'Ipsia Fascetti, all'istituto alberghiero Matteotti, al liceo artistico Russoli, al liceo classico Galilei e al liceo scientifico Dini. Su un bacino di 2.400 studenti ne sono stati intervistati 1.011 (il 45%). Tra questi, l'88,8% si informa principalmente attraverso la televisione e il 67,5% da internet. La maggior parte degli studenti (40,8%) non frequenta e non fa parte di nessuna associazione, ma il 39,2% fa parte di associazioni sportive, anche se il volontariato tocca solo il 10,9% degli intervistati. Quasi tutti (l'80,2%) sono informati sulla crisi economica (attraverso radio e tv), che ha avuto conseguenze sulla vita del 54,9% delle famiglie. Per risparmiare gli studenti hanno tagliato qualche acquisto (il 67,4%), mentre il 45,1% va meno spesso a mangiare fuori con gli amici. In molti rinunciano anche alle gite scolastiche (28,3%) e alle uscite in discoteca (24,8%). Il 45% si sente poco compreso dagli adulti e le uniche istituzioni a raggiungere la sufficienza secondo i neo maggiorenni sono le associazioni di volontariato e la scuola. La scelta dopo la maturità si divide equamente tra università (32,5%) e ricerca del lavoro (30,9%). Ma la delusione più grande arriva proprio sotto questo aspetto: secondo il 43% degli intervistati per entrare nel mondo del lavoro è fondamentale “conoscere persone che contano”. Le motivazioni e la preparazione vengono dopo, mentre un buon 26% ritiene che si debba solo “avere fortuna”. Quando poi si parla di sindacati è buio (quasi) totale. Il 71% non conosce nessuno impegnato nei sindacati e più della metà (50,6%) non conosce neppure i nomi di almeno due organizzazioni sindacali. «Non conoscono nemmeno la differenza tra Cgil, Cisl e Uil – chiude Federici – ma la colpa è anche dei sindacati stessi. Serve un approccio più diretto col mondo della scuola».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa