Sicurezza
Tra i banchi trova posto il defibrillatore
Al Marconi la consegna: è il primo istituto scolastico cittadino ad averlo, formati 25 operatori
PONTEDERA. 200 persone al giorno vengono colte da morte improvvisa. Malori, infarti e quant’altro, infatti, non avvertono. In questi anni si è provato a contrastare il drammatico fenomeno divulgando la “cultura” del massaggio cardiaco. Una serie di pressioni sul torace in grado di poter quantomeno ritardare il decesso in attesa dei soccorsi. I numeri però dicono che il tentativo non è servito a molto. Solo nell’1% dei casi il massaggio cardiaco fa effetto e salva la vita. Più volte si è discusso sul tema e da qualche tempo ormai un nuovo marchingegno sta facendo parlare di se: il defibrillatore. Un oggetto dalle dimensioni ridotte, ma dalle statistiche estremamente confortanti. Nel 50% dei casi le scariche elettriche generate dall’apparecchio fanno riaprire gli occhi al paziente. Da qui l’idea di installarlo un po’ ovunque: sui campi di calcio, nelle palestre, negli uffici. All’interno degli edifici scolastici però questo mezzo di soccorso fatica ad entrare. A Pontedera prima di ieri mattina nessuno aveva un defibrillatore. Un primato, reso un po’ meno drammatico dall’iniziativa dell’Itis Marconi. Nella scuola della città della vespa ora il piccolo corpo elettronico c’è, anche se la speranza, naturalmente, è quella di non doverlo mai testare. A fare questo prezioso regalo a docenti e alunni è stato Paolo Landi, presidente dell’Ecofor Service. La cerimonia di consegna è arrivata al termine di un percorso lungo, che ha coinvolto anche 25 docenti del “Marconi”. A loro sono state insegnate le tecniche di utilizzo del defibrillatore e le operazioni da seguire nei casi di pronto di intervento. La scuola quindi avrà un personale capace e informato, in grado di risultare veramente un valore aggiunto nei casi di estrema criticità. L’iniziativa ha coinvolto anche il prof. Maurizio Cecchini, specialista in cardiologia all’ospedale Santa Chiara di Pisa. «Questo defibrillatore è il numero 212 installato nel giro di pochi anni. Per ora soltanto 8 volte sono stati utilizzati, ma in ben 5 casi il paziente si è ripreso», ha spiegato Cecchini. Dati che inquadrano perfettamente l’importanza del passo compiuto all’interno dell’istituto per tecnici industriali. Il più soddisfatto è senza dubbio il preside Pierluigi Robino: «Sono molto contento. Non sapevo che saremo stati i primi a Pontedera, questo mi inorgoglisce ancora di più. Faccio i complimenti ai professori che hanno preso parte ai corsi per la serietà e l’interesse dimostrati. Un grazie invece va alla Ecofor per la donazione e per la sensibilità manifestata all’interno del progetto. Spero che questo sia solo un punto di partenza per tutte le scuole del comprensorio pontederese». (t.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
