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La protesta degli sfrattati in municipio

La protesta degli sfrattati in municipio

CASCINA. Cresce la tensione abitativa sul territorio cascinese, tra esecuzioni di sfratti e iniziative dei movimenti a tutela degli inquilini. Ieri alcuni attivisti del movimento “Prendo Casa” hanno...

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CASCINA. Cresce la tensione abitativa sul territorio cascinese, tra esecuzioni di sfratti e iniziative dei movimenti a tutela degli inquilini. Ieri alcuni attivisti del movimento “Prendo Casa” hanno presentato quattro domande di contributi per morosità incolpevole, per conto di altrettante famiglie sotto sfratto. Ma al Comune chiedono che faccia di più, e non sono mancati momenti di tensione. «Non conosciamo il numero preciso di sfratti sul territorio comunale - dicono dal movimento -, ma quanto meno siamo a conoscenza di situazioni drammatiche, per le quali l’amministrazione comunale dovrebbe intervenire con decisione e prontezza». I ragazzi di “Prendo Casa” fanno riferimento a un caso specifico di cui si stanno occupando. «Una madre separata con due figli a carico, che aspetta l’ufficiale giudiziario per il giorno 16, è stata aiutata dal Comune nel trovare una nuova casa. La casa è stata trovata, ma quando il proprietario ha saputo della situazione difficile non ha voluto firmare il contratto, complice anche un ritardo nel versamento del sostegno economico da parte del Comune». «Questo è un solo un caso - concludono -, al quale vanno aggiunti almeno altri quattro esecuzioni di sfratto previsti da qui al 20 giugno». Le quattro domande di contributi per morosità incolpevole sono state presentate all’ufficio sociale, e gli attivisti di “Prendo Casa” sono stati ricevuti dalla funzionaria Meri Pasquini. «Le domande sono state presentate - hanno commentato successivamente – ma resta da vedere se saranno accettate dai proprietari». Da parte sua l’amministrazione comunale, senza grandi risorse a cui attingere, porta avanti per quanto possibile la politica del dialogo. Per il 12 giugno è stato fissato un incontro tra il sindaco Alessio Antonelli, i funzionari al sociale e il movimento “Prendo Casa”, al fine di valutare nel dettaglio le emergenze abitative sul territorio e pianificare le possibili soluzioni. «Al Comune di Cascina – dicono ancora dal movimento - chiediamo che intervenga rapidamente per creare nuove case popolari, smettendo di ricorrere in continuazione a soluzioni provvisorie che, in molti casi, sono al limite della decenza e ledono la dignità delle persone. In secondo luogo, è quanto mai necessaria una verifica puntuale dei requisiti presentati da chi ottiene una casa popolare o i contributi per l’affitto».

Guido Bini

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