Sicurezza
L’antifurto per bici prende spunto dall’anagrafe canina
L’invenzione è di un cinquantenne che ha perso il lavoro. Un microchip arriva in aiuto alle forze dell’ordine
PONSACCO. I ladri di biciclette potrebbero avere le ore contate. Marco Ingrosso infatti, disoccupato ponsacchino di 52 anni, ha messo a punto un vero e proprio antifurto. La sua è un’intuizione che nasce dall’esigenza di sbarcare il lunario dopo il licenziamento da un'azienda di mobili, ma anche dalla volontà di mettere fine al fenomeno del quale anche lui è rimasto vittima.
Basta applicare sul proprio gioiellino a due ruote un microchip: lo stesso utilizzato per l’identificazione dei cani. Ed il gioco è fatto. «Quel tipo di chip viene letto da uno scanner già in possesso della Polizia Municipale, solitamente adoperato per gli animali a quattro zampe. Passando l’apparecchio intorno alla bici sul display compare subito il codice di appartenenza, che automaticamente riconduce al legittimo proprietario», ha raccontato Ingrosso. Prima però bisogna iscriversi a “Ciclo Registro Mondiale”, una sorta di Pubblico Registro Automobolistico per i ciclisti.«Per inserire i dati del proprietario nel cervellone elettronico ed essere iscritti a tutti gli effetti – spiega l’inventore ponsacchino – è necessario fare alcune foto alla bicicletta ed immettere i propri dati anagrafici nel server. Da quel momento sarà tutto registrato. Nessuno potrà sottrarvi, senza essere scovato, il vostro mezzo».
Il sistema ideato da Ingrosso potrebbe rivelarsi davvero all’avanguardia. Con 20 euro e uno sforzo di 2-3 minuti, infatti, l’antifurto sarebbe correttamente saldato sul telaio. «In futuro potrebbero farlo tutti i rivenditori di biciclette, ma anche gli edicolanti e qualsiasi privato. È una cosa facilissima ma estremamente utile a mio avviso». Marco dal piccolo ufficio di casa intanto, continua ad inviare mail alle istituzioni per farsi pubblicità. Dal colpo di genio partorito in quella domenica pomeriggio potrebbe nascere un vero e proprio business. L’arguto cinquantenne però si accontenterebbe di molto meno: «Sono senza lavoro e ho una figlia di 6 anni. Non sogno di diventare milionario –chiude con aria sognante Ingrosso- ma sarei già contento se riuscissi a racimolare qualche soldo per vivere dignitosamente e garantire un futuro alla mia bambina».Per avere informazioni più dettagliate sull'antifurto è possibile recarsi su questo sito oppure inviare una mail all'indirizzo ciclo.registromondiale@gmail.com. Già più di 20 ciclisti si sono muniti del chip inventato da Ingrosso.
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