Sicurezza
Già venti ciclisti lo hanno installato
Sono 350.000 i furti di biciclette denunciati in Italia ogni anno. Un numero che non rispecchia le reali dimensioni del fenomeno, dato che molte persone scelgono di non recarsi dai carabinieri per...
Sono 350.000 i furti di biciclette denunciati in Italia ogni anno. Un numero che non rispecchia le reali dimensioni del fenomeno, dato che molte persone scelgono di non recarsi dai carabinieri per sporgere denuncia. Ritrovare la propria bici infatti è quasi impossibile, vista l’assenza di una targa di riconoscimento. La refurtiva solitamente viene caricata su alcuni furgoni e dirottata nei paesi dell’est europeo, dove i compratori sono pronti a chiudere l’affare per poche decine di euro. L’innovazione di Marco Ingrosso però potrebbe rivelarsi d’aiuto anche al di fuori dei confini nazionali, come lui stesso spiega: «Gli organi di polizia all’estero potrebbero accedere al server italiano e verificare il reale proprietario della bici, anche se quest’ultimo fosse residente a molti chilometri di distanza». Per avere informazioni più dettagliate sull’antifurto ideato dal 52enne di Ponsacco è possibile recarsi sul sito: www.cicloregistromondiale.altervista.org oppure , per avere un contatto diretto con Marco Ingrosso, basta inviare una mail all’indirizzo ciclo.registromondiale@gmail.com. L’idea di Ingrosso stuzzica già molti privati esteri, che in questi mesi hanno richiesto la registrazione della propria bici. Al momento i ciclisti muniti di chip sono più di 20. Il sito internet invece viaggia verso le 3000 visite.
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