Sicurezza
La verità sul direttore generale
Cavallini (Sel): «La rinuncia non è una scelta, è un obbligo di legge»
SAN MINIATO. «Il Comune di San Miniato non rinuncerà affatto alla figura del direttore generale. È la legge che ne impone la soppressione». È la precisazione di Laura Cavallini (Sel), in risposta alle dichiarazioni del sindaco Vittorio Gabbanini, che pochi giorni fa, indicando le priorità della propria amministrazione, aveva ribadito l’intenzione di rinunciare alla figura del direttore generale come prossimo passo nella riorganizzazione interna del Comune. «L’articolo 2 comma 186 della legge 191 del 2010 – spiega Cavallini – disponeva la soppressione della figura del direttore generale, poi limitata, in sede di conversione del decreto, ai Comuni con popolazione inferiore ai 100mila abitanti. Quindi il Comune di San Miniato, per legge, non può conferire un nuovo incarico di direzione generale né può rinnovarlo alla persona attualmente in carica. Se il sindaco aveva così tanto a cuore il risparmio del Comune, poteva già da tempo revocare l’incarico, ma non l’ha fatto, ed ora fa passare un obbligo di legge come una sua scelta organizzativa. La soppressione del direttore generale poteva essere fatta dal dicembre 2009, come del resto l’avvio della chiusura del project financing».
In merito, invece, al mancato rinnovo del contratto per il dirigente Annunziati, Cavallini ricorda che «il piano anticorruzione prevede la rotazione ogni 5 anni dei dirigenti e dei responsabili dei procedimenti. Quindi, anche il non rinnovo dell’incarico al dirigente è atto dovuto. Oppure il sindaco indichi altre motivazioni legate alla rinuncia di un fidato collaboratore. Anche le altre priorità annunciate – aggiunge – non sono niente di speciale: la risoluzione del project doveva essere già avvenuta, mentre la fine dei lavori al bacino di Roffia prima o poi, avuti i finanziamenti, dovrà in qualche modo avvenire». (g.p.)
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