Il Tirreno

Pontedera

Da Facebook passano alla piazza: ecco a voi i “Santacrocesi docche”

di Giacomo Pelfer

Già tutto esaurito alla cena-evento di domani sera nata da un’idea del gruppo “Sei di Santa Croce se...”

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Dalla bacheca virtuale alla piazza, quella vera, con una grande mangiata all’aria aperta per riscoprire lo spirito della vera santacrocesità. Spirito che da qualche mese si dà appuntamento su Facebook, attraverso la cliccatissima pagina “Sei di Santa Croce se…”, ideata a creata da Alessio Rosati, fondatore in qualche modo di una comunità virtuale che domani sera approderà nel centro storico, nella centrale piazza Garibaldi, per tutti “piazza della chiesa”. È nata così l’idea della cosiddetta cena dei “Santacrocesi docche”, ormai sold out già da qualche giorno, e che fa seguito all’incredibile evento dello scorso 25 febbraio, nato quasi per caso da un’iniziativa di Andrea Berti (meglio conosciuto come “Dollaro”). «Creai l’evento quasi per scherzo – ricorda – invitando tutti i santacrocesi a venire in paese, alle 6 del pomeriggio, di un normalissimo martedì. Con grande sorpresa ci ritrovammo in quasi 300 persone, di tutte le età. L’obiettivo era quello di far riemergere il centro, di recuperare il sapore di una piazza che un tempo era davvero il punto di ritrovo per tutti». Da qui l’idea di organizzare una cena, preparata attraverso la costituzione di un apposito comitato, il cosiddetto “Comitato Lastre” di cui fanno parte, oltre allo stesso Berti, Alessandro Cavallini, Giampaolo Sordi, Francesco Masini detto “Busso”, Anna Riccioni, Roberta Masoni, Arianna e Silvia Puccini, Marco Bagni e Ornella Masoni. L’iniziativa, in programma dalle 20,30, è organizzata con la collaborazione delle attività commerciali affacciate sulla piazza. «Una festa per ritrovarsi e per riportare i santacrocesi in centro», dicono i promotori. Festa dal carattere goliardico e di per sé identitario, che ha già fatto storcere la bocca, però, a chi teme un messaggio in qualche modo politico, legato ai temi dell’integrazione e alle frequenti polemiche sulle comunità di stranieri che abitano il centro. «Sgombriamo subito il campo – dice Alessandro Cavallini – non c’è niente di razzista in questa festa. È solo un’occasione per restituire ai santacrocesi, che abitano un paese in cui spesso si sono perse le tracce della nostra storia, il piacere di passare una serata insieme. L’iniziativa nasce dal bisogno di ritrovare quel clima che un tempo si viveva nel centro storico, e che oggi si è perso per vari motivi, a cominciare dai tanti santacrocesi che hanno scelto di abbandonare il paese».

La serata, infatti, ha ottenuto il patrocinio dell’amministrazione comunale e vedrà anche la partecipazione della neo sindaca Giulia Deidda, «non in veste ufficiale – precisano gli organizzatori – ma come semplice santacrocese». Le prenotazioni, ormai andate a ruba, prevedevano una quota fissa di partecipazione per poter prendere parte alla cena, il cui ricavato, al netto delle spese, sarà devoluto in beneficenza per un ente o un istituzione di Santa Croce. «La quota da devolvere in beneficenza – spiega Cavallini – sarà proiettata durante la serata su un telo che monteremo all’interno della piazza». Ad accompagnare la cena, infatti, sarà anche la proiezione di una serie di immagini dedicate alla Santa Croce di un tempo e a quella di oggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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