Attenzione
Castelfranco com’era raccontato dalle contrade
CASTELFRANCO DI SOTTO. Un salto all’indietro nella storia di Castelfranco, come sempre a cavallo fra tra Otto e Novecento, fra le tradizioni di una società ancora legata alle consuetudini della terra,...
CASTELFRANCO DI SOTTO. Un salto all’indietro nella storia di Castelfranco, come sempre a cavallo fra tra Otto e Novecento, fra le tradizioni di una società ancora legata alle consuetudini della terra, e allo stesso tempo influenzata indirettamente dalle trasformazioni politiche e sociali dell’Italia del tempo.. Può essere sintetizzata così la sfilata storica della quattro contrade, ognuna con un tema diverso. Apertura affidata a San Martino, che ha portato in sfilata il tema della “Vendemmia” con la ricostruzione di una vera e propria vigna montata su un carro. Non poteva mancare la cantina, con le ragazze impegnate nella pigiatura con i piedi, seguita dalla scena conviviale, al termine del lavoro. Curata e divertente la sfilata di San Bartolomeo, che ha messo in scena il tema dell’introduzione dell’obbligo scolastico a Castelfranco alla fine dell’Ottocento.
Sfilata dedicata quest’anno al ricordo di Luciano Montagnani, artefice e protagonista negli anni di tante sfilate di San Bartolomeo. Ad aprire la ricostruzione un agitato consiglio comunale sul progetto di ampliamento della scuola. A seguire la scena dell’ingresso dei bambini all’interno dell’istituto, rigorosamente diviso fra maschi e femmine, seguito dalla ricostruzione di una classe quanto mai indisciplinata.
Una coppia di carabinieri intenta a convincere le famiglie a mandare i figli a scuola. San Michele ha portato in sfilata il “Risorgimento Castelfranchese”, con la ricostruzione di tre episodi della storia paesana, legati alle vicende dell’Unità d’Italia: il ritorno di tre giovani studenti reduci dalla battaglia di Curtatone e Montanara, accolti in sala consiliare dal sindaco di allora; a seguire l’arrivo dei soldati francesi accampati al santuario di San Romano nel 1859, subito dopo la cacciata del Granduca da Firenze, e accolti dagli abitanti al grido “libertà”; infine la visita a Castelfranco di Francesco Domenico Guerrazzi. Sfilata ambientata nel 1930, invece, per San Pietro a Vigesimo, col titolo “L’aia in festa”, dedicata ai festeggiamenti che un tempo accompagnavano la fine del raccolto in una fattoria castelfranchese.(g.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
