Sicurezza
Muore d’infarto sotto gli occhi del figlio
Ingegnere di 62 anni si accascia all’improvviso sugli spalti dello stadio di Cascina. Inutili i tentativi di rianimazione
CASCINA. Ha visto morire il padre e per primo ha chiesto aiuto, davanti a decine di persone che, ieri mattina, dalla tribuna dello stadio “Simone Redini” di Cascina stavano assistendo alla gara del campionato Allievi Élite tra il Cascina Valdera e la Tobbianese Maliseti arrivata da Prato. Roberto Frassi, 62 anni, ingegnere di Pisa, non ha avuto nemmeno il tempo di rendersi conto di quello che gli stava succedendo. Un dolore improvviso e si è accasciato. Seduto accanto a lui il figlio Andrea, che stava seguendo la partita per una rivista di calcio giovanile. Il figlio ha cominciato a urlare chiedendo aiuto. «Non respira, non respira, fate qualcosa». Immediata la richiesta di intervento al 118 che ha inviato sul posto un’ambulanza. A prestare i primi soccorsi è stata un’infermiera della rianimazione dell’ospedale Lotti che era allo stadio per veder giocare il figlio. A darle una mano, nei disperati tentativi di rianimare l’uomo, anche un’altra infermiera, lì per seguire la formazione pratese. Poi il personale dell’emergenza ha continuato le manovre di rianimazione tentando di fare il possibile per strappare l’uomo alla morte. Un silenzio incredibile intorno, solo la disperazione dei figlio della vittima dopo che la partita è stata sospesa quando si è capito che la situazione era disperata e che Frassi poteva aver avuto un infarto fulminante. Sul posto anche i carabinieri di Navacchio, informati dal 118. Ricostruiti i momenti precedenti la disgrazia, i militari hanno informato la Procura della Repubblica di Pisa e il magistrato di turno non ha ritenuto di disporre l’autopsia essendo chiare le cause della morte. La salma è stata trasportata alla Misericordia di Pisa, dove è stata aperta la camera ardente. Il funerale è in programma domani, alle 15,30, a Sant’Ermete.
Sotto choc il figlio che ha seguito i lunghi tentativi di rianimare il genitore. «Mio padre – si dispera mentre intorno gli amici lo stringono in un abbraccio virtuale – due giorni fa aveva fatto alcune visite. È assurdo vederlo morire così».
Frassi, che lavorava in un’azienda di programmazione, era un grande tifoso del Pisa calcio. Ieri all’Arena Garibaldi i nerazzurri e i tifosi gli hanno reso omaggio con un striscione a bordo campo. Il capitano del Pisa ha deposto un mazzo di fiori in suo onore, accompagnato da un lungo applauso per salutare l’amico e tifoso scomparso all’improvviso. Ieri Frassi era atteso allo stadio ma prima del fischio iniziale la notizia della tragedia avvenuta nella mattinata era già arrivata anche a Pisa.
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