Sicurezza
«Sempre e solo fertilizzante certificato e biologico»
Si difende il titolare dei terreni di Marti al centro dell’allarme inquinamento L’imprenditore è anche disposto a presentarsi di fronte alla Consulta
MONTOPOLI VALDARNO. «Si tratta solo di fertilizzante, certificato e biologico». Risponde alle accuse il conduttore dei terreni di Marti finiti nell’occhio del ciclone. Non ci sta Renato Rosini, titolare dell’omonima azienda agricola, ad essere tirato in ballo per insinuazioni che definisce «esagerate», e si dice pronto ad incontrare i cittadini della Consulta per tranquillizzare il paese. «Faccio questo lavoro da 10 anni – afferma – e non posso sopportare che alcune persone si inventino cose non vere sulla mia attività. Quello che spargo su quei campi è soltanto fertilizzante, tutta roba biologica e certificata». Eppure, le immagini che i cittadini ci hanno fornito mostrano scenari che hanno alimentato qualche dubbio tra gli abitanti, in particolare osservando pozzanghere di colore azzurro intenso e chiazze nel terreno, con il timore che oltre al fertilizzante possa essere scaricato anche qualcos’altro. «Non ho mai sparso niente di liquido su quei terreni – precisa Rosini – il fertilizzante che utilizzo è un composto denso. Forse le foto sono state scattate dopo che era piovuto». In particolare, l’uomo smentisce di aver mai lavorato su quei campi durante le ore notturne, come raccontato dalle segnalazioni di alcuni cittadini e dai titolari della fattoria Majnoni Baldovinetti, proprietaria di alcuni campi confinanti. «Mi portino le foto – dice Rosini – delle mie macchine che lavorano la notte. In realtà, come dimostrano i documenti che sono tenuto ad inviare in Comune, l’ultimo viaggio viene fatto entro le 18, e quando vengo via il prodotto è già interrato, come previsto dalla legge. Intorno alle 20, massimo 20,30 vengo via e di notte me ne sto a casa. Non ho mai lavorato su quei campi fino a mezzanotte come è stato scritto». A Marti, però, in tanti fanno anche presente che quei campi sono rimasti spesso incolti, ad accezione dei girasoli seminati lo scorso anno che nessuno ha mai raccolto. «È vero – spiega il conduttore – ma semplicemente perché lo scorso anno non c’era convenienza a raccogliere». L’uomo si dice quindi disposto, se necessario, a partecipare anche alla Consulta (che si terrà probabilmente martedì 8 aprile): «Non ci sono problemi – dice – posso anche portare con me l’azienda che realizza il fertilizzante». Intanto, già questo mercoledì, Rosini parteciperà al tavolo convocato dal Comune insieme ad Arpat e all’Ispettorato per la Repressioni Frodi.
Ad annunciarlo è il sindaco Alessandra Vivaldi, che definisce «raccapriccianti» le immagini scattate dai cittadini, ma allo stesso tempo precisa che la «questione deve essere approfondita, perché può essere anche la composizione del terreno – dice – specie se argilloso, a determinare il colore azzurro che si vede nelle foto». Il sindaco, però, si dice anche «rammaricata» della scelta dei cittadini di non aver coinvolto direttamente l’amministrazione. «Mi sarei aspettata – dice – che quelle foto arrivassero sulla mai scrivania, visto che in fatto di tutela ambientale abbiamo sempre fatto la nostra parte».
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