Italia
Pala e rastrello per protesta Cittadini-spazzini al lavoro
Volterra, scavano e puliscono fossette lungo la Sp 15 al posto della Provincia «Arginare i danni in poco tempo fa solo male, servono manutenzioni costanti»
VOLTERRA. «Nessuno che venga mai a pulire le fossette accanto alla carreggiata, nessuno che dimostri interesse per questa splendida città. Se siamo scomodi che lo dicano, vorrà dire che ci costituiremo stato autonomo; come San Marino». Lo dice Silvio Picchia, con la fronte imperlata di sudore e una pala in mano. Accanto a lui ci sono altri abitanti del Colle etrusco intenti a raccogliere erbacce e detriti. Tutti mossi dagli stessi sentimenti: l'amore per Volterra e la rabbia verso le istituzioni. Provincia in primis.
Scavano e puliscono sotto il sole per rendere migliore la strada provinciale 15, chiusa al traffico nei mesi scorsi in seguito alle frane che ne hanno compromesso la viabilità. A dirigere le operazioni di pulizia c'è Domizia Bianchi, 45enne volterrana ideatrice dalla protesta. L'intenzione è quella di migliorare il flusso delle acque piovane ai lati della strada, onde evitare altri disagi, e di lanciare un chiaro messaggio alla Provincia: «Gli interventi di pulizia devono essere fatti più spesso e da persone competenti. Chi non conosce le caratteristiche del nostro territorio non deve metterci le mani, perché peggiora soltanto la situazione».
Alessandro Giorgi punta il dito contro chi finora è intervenuto sulle frane, reo secondo lui e gli altri cittadini presenti, di aver causato ulteriori smottamenti. «Vogliono arginare i danni in poco tempo. Questa non è la maniera giusta di fare le cose. Siamo tutti contribuenti e paghiamo le tasse, è un nostro diritto usufruire di servizi adeguati».
Indignazione e malumore che scavalcano gli uffici provinciali e si scagliano contro chi «insiste a definire Volterra come città poco sicura. Non è vero. Nel centro si riesce, comunque, ad arrivare in tutta sicurezza nonostante la chiusura della strada provinciale 15. I turisti sono sempre più intimoriti, e le prenotazioni negli alberghi e negli agriturismi vengono disdette con una frequenza preoccupante».
Nel frattempo un piccolo furgone raccoglie tutto ciò che i cittadini estirpano dalle fossette, e in un angolo un signore si dà da fare con la zappa. «È il padre del sindaco Marco Buselli, si chiama Piero. Quando ha saputo che venivamo a pulire ha deciso di unirsi a noi», dicono.
L'ora di pranzo si avvicina e arrivano anche i figli dei cittadini al lavoro, appena usciti da scuola e pronti a dare una mano a mamma e papà nella raccolta di radici e arbusti.
Nonostante la polemica però, c'è chi mantiene un filo di fiducia nelle istituzioni.
«Speriamo che dopo questa iniziativa la Provincia si metta in moto. Hanno lasciato l'erba alta ai lati della strada per tutta l'estate scorsa, tagliandola solo a novembre. Se non dovessero arrivare segnali incoraggianti pazienza. Torneremo in strada armati di pala e rastrello».
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