«Quel regolamento è una minaccia...»
L’IdV spiega i motivi del voto contrario sull’urbanistica «Cento ettari edificabili, Casciavola rischia allagamenti»
CASCINA. Il giorno dopo la grande tempesta all'interno della maggioranza, il gruppo consiliare Italia dei Valori di Cascina chiarisce i motivi del voto contrario alla variante al regolamento urbanistico e al mancato sostegno alla giunta Antonelli. «Innanzitutto è incomprensibile per tutti il perché si vuole approvare a tutti i costi il nuovo regolamento urbanistico senza aspettare la nuova Legge Marson che sta per essere adottata dalla Regione. Con queste scelte urbanistiche il Comune si pone al centro delle critiche del mondo ambientalista e mai un ordine professionale (quello dei geologi) era stato così duro nei confronti di un'amministrazione comunale. Durante il percorso poi non c'è stata condivisione e nemmeno nessun dibattito pubblico con i cittadini». Ci sono anche le motivazioni tecniche. «Con questo regolamento 100 ettari di terreno agricolo del nostro territorio diventano edificabili. La lottizzazione di Casciavola rappresenta un'ulteriore minaccia agli allagamenti di quella zona, mentre la lottizzazione dell'ansa dell'Arno è incomprensibile senza ripensare la viabilità di tutta l'area. Ma soprattutto la delocalizzazione di alcune scelte urbanistiche relegheranno sempre più il centro storico ai margini del contesto comunale».
Sull'uscita dalla coalizione di maggioranza, l'Idv contesta metodi e programmi. «Nessuno ha il sigillo magico per stabilire chi sta dentro e chi fuori. Neppure il sindaco Antonelli. Abbiamo sottoscritto a inizio legislatura un accordo programmatico che gli ha permesso di essere eletto, ma nei primi 3 anni di mandato non siamo stati compresi e progressivamente siamo stati emarginati fino all’epilogo dell’ultimo consiglio, dove Antonelli ha congedato il suo assessore Greco “in diretta” accusando anche l’Idv di aver appoggiato Cipolli nella campagna elettorale del 2011. Una caduta di stile impressionante. Un leader politico che porta “rancore politico” non è un leader. A questo punto spetta al partito decidere se appoggiare una "maggioranza" che ha abbandonato il programma politico iniziale oppure passare all’opposizione. Ma le lacerazioni dentro Sel, l'assordante silenzio della Federazione della Sinistra, le critiche dei Socialisti che si sommano alla nostra contrarietà all'intero progetto urbanistico, mettono una seria ipoteca sulla tenuta della maggioranza stessa per il prossimo futuro».
Lorenzo Lazzerini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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