Sicurezza
Dai colori non sembra fertilizzante
Immagini choc dai campi di Marti: pozzanghere dalle tinte azzurre, tra sfumature di verde e cobalto. Cittadini allarmati
MONTOPOLI VALDARNO. Stando ai documenti si tratterebbe solo di fertilizzante. Un “correttore” agronomico che ogni anno verrebbe sparso, in quantità industriali e anche in piena notte, su terreni che nessuno ha mai visto coltivare, fatta eccezione per qualche girasole mai raccolto. Eppure, le immagini choc che ci arrivano da Marti lasciano più di un dubbio su quanto viene scaricato in quella valle, stretta e appartata, che dalla vecchia tabaccaia si allunga fin sotto le case del borgo. Immagini multicolor, dove ai colori classici della campagna si affiancano le cromature di pozzanghere dalle tinte azzurre, tra sfumature di verde e di cobalto, in mezzo a una terra inzaccherata di nero e di viola. Immagini che adesso attendono una risposta, per un problema che tiene in allarme i cittadini della frazione montopolese, decisi a costituire nei prossimi giorni anche un apposito comitato.
A fornirci queste immagini è l’azienda agricola Majnoni Baldovinetti, proprietaria di alcuni terreni confinanti con quelli finiti nell’occhio del ciclone. Immagini risalenti in parte al periodo tra settembre e ottobre e in maggioranza a poche settimane fa, a cavallo tra febbraio e marzo. A più riprese, infatti, da alcuni anni, i cittadini della frazione avevano protestato contro lo scarico di materiale all’interno della valle, effettuato anche in piena notte, lamentando forti maleodoranze avvertite talvolta fino in paese. Segnalazioni alle quali adesso si aggiunge la testimonianza di Maria Pace Majnoni Baldovinetti, titolare dell’omonima fattoria, che da un anno ha affittato a un gruppo di giovani due appartamenti nei pressi della tabaccaia. «Recendomi spesso sul posto – ci racconta – ho potuto vedere di persona l’incredibile traffico di mezzi tra settembre e ottobre dello scorso anno e poi di nuovo tra febbraio e marzo. In tutto 5 o 6 mezzi al giorno e altrettanti di notte, soprattutto fra le 22 e le 24, tra camion e trattori con rimorchio». In base ai documenti in possesso dell’amministrazione comunale, il conduttore dei terreni (che li gestisce in locazione) scaricherebbe sui campi un apposito fertilizzante (o meglio un’ammendante), derivato dai residui della lavorazione conciaria, regolarmente registrato e ritenuto idoneo per l’uso in agricoltura. A tale prodotto sarebbe da attribuire il colore bianco dei terreni descritto da varie segnalazioni. Rimane più difficile, invece, attribuire al fertilizzante il contesto incredibile e desolante che si osserva in diverse altre foto, tra pozzanghere di liquami colorati e zolle viola, che attorno a sé sembrano aver cancellato ogni traccia di vita e di vegetazione. Senza dimenticare le taniche di plastica immortalate qua e là sul terreno.
«All’inizio di marzo – dice Majnoni – abbiamo segnalato il fatto sia ai carabinieri che alla polizia municipale di Montopoli. Una decina di giorni dopo, i camion sono ricomparsi, forse a scaricare della terra. Fatto sta che adesso i campi appaiono perfettamente puliti e lavorati, mentre i bidoni sono spariti».
Fino a una decina d’anni fa, anche la fattoria Majoni si era avvalsa dello stesso conduttore per la gestione di alcuni dei propri terreni: «All’epoca – ricorda Majnoni – questa persona ci propose di utilizzare fertilizzanti. Rifiutammo perché siamo contrari all’utilizzo di scarti conciari in agricoltura».
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