Sicurezza
Frenata sui nuovi pozzi
La Regione Toscana chiede a Solvay altri documenti
MONTECATINI VALDICECINA. Se non è una bocciatura totale poco ci manca. La domanda di attivazione del procedimento di valutazione di impatto ambientale inviata da Solvay alla Regione Toscana relativa al progetto alternativo di “Idro-s” è stata, infatti, rispedita al mittente. Nel documento che la Regione Toscana ha inviato due giorni fa, tra gli altri, anche ai Comuni di Montecatini Valdicecina, Volterra, Pomarance e Montescudaio, la documentazione presentata da Solvay viene definita incompleta dalla Regione.
«Da una prima analisi della documentazione risulta che gli elaborati presentati devono essere integrati con il progetto delle opere di captazione previste (pozzi, ndr) – si legge nel documento regionale –. Non solo, manca la documentazione anche dei relativi sistemi di sollevamento (pompe, ndr) e delle reti di trasporto dell’acqua dai punti di captazione fino al sito minerario di utilizzo, in quanto opere connesse».
La Regione Toscana descrive il progetto di Solvay come carente di molti elaborati previsti per legge. A partire dalla redazione generale del progetto definitivo, con tavole che «per la qualità della stampa non risultano di facile interpretazione». Mancano, poi, la relazione geologica, gli elaborati grafici del progetto definitivo, il computo metrico e il quadro economico. In altre parole un progetto, quello definito da Solvay “il nuovo sistema idrico industriale per l’attività mineraria”, da rivalutare in maniera radicale, con sei nuovi pozzi previsti nella zona a est e ovest di Ponteginori. Solvay avrà 30 giorni per fornire tutta la documentazione necessaria. Proprio in questi giorni, però, il tema dell’acqua sarà affrontato nel consiglio dell’Unione dei colli marittimi pisani.
Sia per quanto riguarda l’accordo di programma sulle risorse idriche ma, vista la stretta attualità, anche in relazione alla questione Solvay.
«Mi pare che la Regione abbia preso molto seriamente la questione del progetto presentato da Solvay – spiega il sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini –, un progetto che, per come era presentato, era più un libro dei desideri e non qualcosa di veramente concreto. La questione, però, non riguarda solo Montescudaio ma tutta la Valdicecina, per questo se ne discuterà nel consiglio dell’Unione».
Sarà Fabio Tinelli Roncalli, infatti, a proporre l’ordine del giorno nel quale, in definitiva, si conferma come la risorsa idrica debba essere riservata prioritariamente per uso idropotabile, poi agricolo ed infine industriale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google