Finanza
Il Comune difende le scelte sull’archivio
Ma l’opposizione insiste: «Non solo parole, dicano chiaramente dove recuperano la spesa»
PONTEDERA. «I dati reali, che smentiscono la versione della strana coppia politica Arcenni-Puccinelli, sono questi: fino alla metà dello scorso anno esisteva un contratto di affitto, intestato all'Unione, per un archivio congiunto (con funzioni anche di deposito) di Comune ed Unione che ci costava 88mila euro l'anno. L'Unione Valdera, alla scadenza del contratto lo ha disdettato e bandito una nuova gara aggiudicata ad un soggetto diverso dal precedente, con una propria e diversa sede, ottenendo un notevole risparmio. A partire dal primo agosto 2013 infatti le funzioni di archivio e di gestione, nonché di catalogazione e di ricerca, sono state affidate per un importo di circa 30 mila euro l'anno. Tuttavia una parte del vecchio archivio doveva essere trasferita nei locali occupati dalla sezione distaccata del Tribunale, in via Agnoletti al Chiesino», risponde l’assessore al bilancio Marco Papiani che chiama in causa i ritardi del trasferimento dell’archivio giudiziario. «Si è quindi reso necessario mantenere una occupazione di fatto dei locali del vecchio archivio con costi che dal primo gennaio 2014 non saranno a carico della nostra comunità ma, come stabilito dalla miope riforma delle sedi giudiziarie, dell'ente che ospiterà le strutture giudiziarie accorpate, in tal caso il Comune di Pisa. Nel frattempo il Comune di Pontedera ha provveduto a richiedere al Ministero di Grazia e Giustizia il rimborso integrale delle maggiori spese per l'archivio e gli altri locali della sezione distaccata del tribunale». Sarà interessante vedere come andrà a finire e se e quando Pontedera sarà rimborsata.
«Nessuna strana coppia, entrambi siamo consiglieri dell'Unione, peraltro nel solito gruppo Valdera Civica, e componenti della Commissione Bilancio», ribatte Alessandro Puccinelli della Lista civica indipendente. «L'outsourcing è stato incomprensibilmente parziale ed è stato fatto prima che si sapesse del trasferimento del tribunale, quale era quindi il ragionamento sottostante? Non certo quello di riuscire a spostare nemmeno il contenuto di uno dei due capannoni, motivo che ha generato l'aumento dei costi. In bilancio non ci risultano inserite poste a credito nei confronti del Ministero di Grazia e Giustizia, ciò per un giusto principio contabile di prudenza ma anche perché, a dispetto di quello che si dice, quei costi aggiuntivi il Ministero non li rifonderà mai. È pura demagogia pensarlo ed affermare che quei costi non ricadano sui cittadini. Comunque, se così stavano le cose, perché né in commissione bilancio all'Unione né, tanto meno, a precisa richiesta del consigliere Arcenni in consiglio Unione lunedì scorso, è stata data questa spiegazione? Tante parole e cortine fumogene ad arte, ma i bilanci parlano chiaro ed i fatti pure».
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