Proteste
«Dobbiamo imparare a spendere meglio»
La ricetta di Luigi Angeletti per uscire dalla crisi: «Troppi Comuni, non possiamo permetterceli»
PONTEDERA. «Non si può tornare indietro con le lancette dell’orologio». Luigi Angeletti lo dice più volte. Si riferisce al fatto che l’Italia «è un paese ch vivrebbe di inflazione, mentre per uscire da questo momento difficile, occorre trovare una strada nuova. Occorre reagire alle avversità: l’apertura della nuova sede, qui a Pontedera, è un po’ simbolica, da questo punto di vista. È una reazione del sindacato alle avversità di questo periodo». Il segretario nazionale della Uil ha voluto essere presente al taglio del nastro della sede. «Il nostro compito – spiega – è quello di dare una prospettiva ai lavoratori , dare la possibilità di vivere meglio».
E come si può vivere meglio?
«Occorre aumentare i beni e i servizi a disposizione dei cittadini. Ma non possiamo farlo solo a parole, com’è avvenuto fino a oggi».
Qual è la strada da seguire?
«Intanto c’è da dire che i danni che stiamo vivendo derivano da cosa e come facciamo le cose in Italia e, successivamente, è fondamentale quel che fa l’Europa».
Cosa non funziona in Italia?
«Una cosa semplice: è legato a come spendiamo 800 miliardi di euro l’anno. Dobbiamo discutere tutti insieme su come vanno spesi.
Qual è la sua ricetta?
«Intanto confrontiamoci con chi, in Europa, spende meglio di noi. Abbiamo, ad esempio, più Comuni di tutti gli altri stati europei, non possiamo permettercelo. E poi 5 livelli amministrativi: bisogna rendere la vita più semplice, non avere sempre tanta gente che decide. E a snellire dobbiamo iniziare dai parlamentari. Un altro esempio? Abbiamo 1200 aziende del trasporto pubblico: non ne basta una per regione? Ma una cosa dev’essere chiara: non abbiamo più molto tempo, per fare questo».
Ma poi c’è sempre l’aspetto europeo.
«Ritengo che in Europa dobbiamo attuare una politica diversa da quella che stiamo attuando. Quella che stiamo facendo è disastrosa: dal 2009 a oggi gli Usa hanno perso un milione di posti di lavoro; il Giappone lo stesso. Significherà qualcosa che l’Europa, invece, ne ha persi sei milioni».
Allora dobbiamo uscirne?
«Non conviene, non si può fare. Dobbiamo cambiare politica: non possiamo credere che, nel mondo, solo perché più antichi e con più storia, siamo anche i più furbi».(e.ch.)
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