La Regione punta sull’acqua potabile e vara la rivoluzione
VOLTERRA. «L’uso idropotabile viene riconosciuto come prioritario rispetto agli altri, a questo va destinata la maggiore qualità e quantità dell’acqua e vanno garantite le risorse, come quelle della...
VOLTERRA. «L’uso idropotabile viene riconosciuto come prioritario rispetto agli altri, a questo va destinata la maggiore qualità e quantità dell’acqua e vanno garantite le risorse, come quelle della Steccaia, prezioso per il rifornimento idrico dei comuni interessati dal Cecina». La Regione lo scrive nero su bianco e ratificherà a giorni un accordo che sembra rivoluzionario, insieme a Provincia di Pisa e di Livorno, Autorità idrica Toscana e Comuni della Valdicecina e della fascia costiera. Il documento è approvato dalla giunta regionale.
«È un atto importante – sottolinea l’assessore regionale Anna Rita Bramerini – per individuare le azioni da mettere in campo per migliorare la gestione delle risorse idriche per gli usi idropotabili in Valdicecina: intendiamo applicarle a tutti i corsi d’acqua principali».
Il servizio idropotabile verrà riorganizzato nel dettaglio nel prossimo incontro. «Vanno definite – continua – le linee guida per la revisione di tutte le concessioni, le azioni e i criteri per migliorare la tutela delle risorse idriche, affrontando le criticità manifestate negli anni». La Regione si impegna. È la Valdicecina, con fiumi di polemiche mai sopite rispetto ai rapporti tra usi industriali e idropotabili dell’acqua aspetta risposte certe. Vedi la questione Solvay. «Abbiamo individuato – va nei dettagli – lo stato delle acque del territorio e i quantitativi emungibili da ciascun acquifero, i sistemi di approvvigionamento in essere, i fabbisogno attuali e futuri per l’uso idropotabile, oltre a condividere una ipotesi di riorganizzazione degli approvvigionamenti, indiduando le disponibilità residue per usi diversi dall’idropotabile».
Le Province provvederanno al rilascio o al rinnovo delle concessioni idriche ad uso idropotabile nel rispetto delle linee guida regionali, provvedendo al riordino delle utilizzazioni in atto entro 6 mesi dall’emanazione delle linee guida. I Comuni integreranno negli strumenti di pianificazione, il nuovo quadro sullo stato delle risorse idriche entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo e rivedranno entro 1 anno i regolamenti edilizi per introdurre disposizioni, norme e vincoli volti a incentivare il risparmio idrico (creazione di invasi e stoccaggi di acqua superficiale) e riducendo i prelievi
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