Sicurezza
Fanghi usati in agricoltura ora nasce un comitato
A Marti la gente è preoccupata: le risposte del sindaco non soddisfano Le accuse: perché le operazioni vengono svolte di notte e in un campo incolto?
MARTI. La domanda che i cittadini di Marti si pongono è semplice: che senso ha cospargere di fertilizzante dei terreni su cui, a quanto dicono, non verrebbe coltivato niente? E che senso ha farlo al buio o in piena notte? Domande che da alcune settimane hanno messo in agitazione il paese, e sulle quali i cittadini tornano a chiedere risposte, come un anno fa, quando lo stesso problema fu sollevato dalla Consulta. È una questione ormai antica per la frazione montopolese. Un tema che si riaccende da almeno 3 anni, sempre tra febbraio e marzo, e che vede al centro dell’attenzione alcuni terreni nella vallata tra il Borgo d’Arena e la vecchia tabaccaia. Terreni che poche settimane fa, a più riprese, sarebbero stati interessati dallo spargimento di materiale successivamente interrato. Durante i lavori, andati avanti per almeno una settimana, i cittadini avrebbero lamentato anche forti maleodoranze provenienti dalla valle: «Un odore nauseante – raccontano – lo stesso che sentiamo ogni anno durante queste operazioni». Un anno fa, rispondendo a un’interrogazione del Gruppo Misto seguita alla Consulta del 25 marzo 2013, l’amministrazione aveva spiegato che il materiale in questione è in realtà un fertilizzante, derivato dalla lavorazione di sottoprodotti di origine animale, prodotto da un’azienda specializzata di Santa Croce, e che come tale, in base «alla normativa sui fertilizzanti, non è sottoposto ad alcun limite di utilizzo». Nella risposta, si precisava anche che «la documentazione prodotta dall’azienda che ha in gestione il fondo agricolo e da quella che fabbrica il fertilizzante, conferma che lo spargimento avviene nel rispetto delle norme». I cittadini, tuttavia, lamentano l’assenza sia di controlli sul posto, per verificare che lo spargimento avvenga nel rispetto di quelle che la legge definisce le “buone pratiche agricole”, sia di una vera e propria analisi del terreno, in modo da escludere possibili effetti nocivi per l’ambiente e per la salute. Ma soprattutto, a non convincere, è il fatto che in tanti raccontino di non aver mai visto crescere niente su quei terreni. Così come non convince la scelta di operare anche in piena notte, quando alcune ordinanze di Comuni vicini, al contrario, prescrivono che tali operazioni avvengano solo nelle ore diurne. «Ma c’è anche un’altra stranezza – rivela la consigliera comunale Maria Vanni – poiché tale fertilizzante sembrerebbe essere concesso gratuitamente. Forse si tratta di una sperimentazione?». La questione è stata affrontata ieri sera in un incontro promosso dall’associazione Martinfiera, anche con l’obiettivo di arrivare alla costituzione di un vero e proprio comitato.
Giacomo Pelfer
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
