Sicurezza
«Rifiuti abbandonati, nessuno li ha rimossi»
La denuncia di Alfonso Cuoco, responsabile delle Giacche Verdi: «A Montefalcone una cinquantina di sacchi tra le sterpaglie. Sono lì da giugno dello scorso anno»
CASTELFRANCO. Continua l'opera di monitoraggio nei boschi di Montefalcone da parte delle Giacche Verdi. E continua, purtroppo, la situazione di certi siti d'abbandono di rifiuti. L'ultima segnalazione, ad opera del responsabile del nucleo associativo di Santa Maria a Monte Alfonso Cuoco, riguarda un'area nei pressi della sede della Forestale. Una cinquantina di grossi sacchi pieni di materiale di scarto, in prevalenza ritagli di pelle, abbandonati da mesi in mezzo alle sterpaglie. Insieme a questi anche altro materiale, ugualmente pericoloso per l'ambiente e non solo, come numerosi pezzi d'Eternit. La prima segnalazione dell'associazione era stata in realtà già effettuata nel giugno scorso, con tanto di ricognizione insieme alla Forestale in luglio. «Da allora la palla è passata al Comune di Castelfranco per quanto riguarda lo smaltimento, mentre è iniziata una procedura d'indagine a seguito di una denuncia contro ignoti per abbandono di rifiuti – spiega Cuoco. – In uno dei sacchi abbiamo riscontrato alcuni documenti che potrebbero far risalire le autorità ai responsabili, ma nel frattempo il comune, a seguito della segnalazione, dovrebbe rimuovere il materiale. Ad oggi, sette mesi dopo la segnalazione, tutto è rimasto come prima». Eppure la situazione dei nostri boschi, a detta di Cuoco, può essere considerata leggermente migliorata. E la crisi in questo, paradossalmente, potrebbe aver dato una mano. «La nostra associazione, nata nel 2006, fa un opera di monitoraggio ambientale tutto l'anno, in gran parte della Zona Cuoio, forte di una convenzione con il Comune di Montopoli e di una collaborazione ormai consolidata con la Municipale di San Miniato – continua Cuoco, a capo di un gruppo che ad oggi conta circa una decina di giovani volontari. – I boschi, nel loro complesso, sono sempre meno oggetto di abbandono di rifiuti, almeno di quelli speciali e di origine industriale. Frutto forse della crisi, ma anche di una maggiore sensibilità verso tematiche come il rispetto dell'ambiente. Certo è che il nostro lavoro di controllo del territorio, che facciamo in modo assolutamente volontario ogni giorno, ha contributo a migliorare la situazione e funge da deterrente. Il massimo che possiamo fare è segnalare tutto alle autorità. Il resto lo devono fare i comuni e le autorità stesse, come nel caso di Montefalcone. Tutti soggetti per i quali ci mettiamo come sempre a totale disposizione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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