Sicurezza
L’idea Piaggio: far rinascere il mitico “Ciao” ma elettrico
Colaninno pronto a stringere una collaborazione con Harvard per studiare la mobilità del futuro. «Chi fa impresa deve trasformare i sogni in realtà»
INVIATO A ROMA. Con lo sguardo fisso verso il futuro, ma con la contemporanea attenzione alla storia e al passato, ricordando da dove si viene. È un mix tra amarcord e nuove tecnologie il progetto complessivo del Gruppo Piaggio per i prossimi anni. Nell’ambizioso piano strategico 2014-2017 presentato nei giorni scorsi a Milano dall’amministratore delegato Roberto Colaninno non se ne fa cenno, ma è ormai un’ipotesi più che concreta il fatto che la Casa di Pontedera abbia deciso di puntare una parte degli investimenti su ibrido ed elettrico. In quest’ottica, è alquanto plausibile il suggestivo ritorno del mitico “Ciao”, nella versione di bicicletta elettrica.
Lanciato nel 1967, il “Ciao” è stato prodotto in oltre tre milioni e mezzo d'esemplari e continua a essere un geniale esempio di sintesi tra eleganza, praticità e design minimalista. Divenne il preferito dai giovanissimi, anche perché all’epoca costava solo 55.000 lire e, coi suoi 49,77 cc di cilindrata, consumava pochissimo: si riusciva a percorrere ben 70 chilometri con un litro di miscela al 2%.
L’idea di Piaggio è quella di realizzare una sorta di “Ciao” elettrico, cioè una bicicletta a ioni di litio, facilissima da usare, in quanto non ci sarà bisogno né della patente né dell’assicurazione. Senza, quindi, tutti quei freni all’acquisto legati alle due ruote a motore.
Il sogno pontederese potrebbe trasformarsi presto in realtà. Non lo diciamo noi, ma lo ha detto chiaramente lo stesso Colaninno: «Magari – esclamò a Milano durante la presentazione del piano strategico, in virtù del quale il Gruppo potrebbe anche tornare ad assumere in Italia già nel 2014 – sono un sognatore, ma chi fa impresa ha sempre il diritto di sognare e noi cerchiamo di trasformare il sogno in realtà. Attraverso la collaborazione con Harvard voglio infatti far fronte a mercati e clienti futuri. Lo scopo di questo rapporto è quello di studiare e verificare i modelli della mobilità urbana del futuro nei grandi centri metropolitani».
L’ad di Piaggio sarà negli Stati Uniti, a Boston, già nei primi giorni del mese di aprile, quando incontrerà il professor Schnapp, tra i maggiori esperti mondiali delle nuove mobilità. Con lui, molto probabilmente, verranno gettate le basi per lo sbarco di Piaggio nell’ambito delle e-bike, che stanno riscuotendo un sempre maggiore successo nelle grandi città. Le biciclette elettriche, definite anche biciclette “a pedalata assistita”, sono dotate di un motore elettrico che di fatto le trasforma in un ciclomotore e permette a chi le usa di muoversi durando poca fatica. Vasta la gamma di vantaggi che queste biciclette elettriche offrono: innanzitutto possono essere guidate senza bisogno di utilizzare il casco o di avere una targa e sono ideali per percorrere ad esempio i centri storici interdetti a qualsiasi veicolo a motore. Inoltre, per il loro acquisto viene di solito riconosciuto un contributo.
Già nel 1999 Piaggio provò a muovere i primi passi su questa strada, grazie all’“Albatros”, una bicicletta assistita elettricamente. L'aspetto era quello di una bici, ma nel mozzo della ruota anteriore era nascosto un motore elettrico alimentato da una batteria posta sotto la sella. Superata, con le prime pedalate, la velocità di 3 km/ora, entrava in funzione il motore che aiutava a superare le salite e comunque a diminuire lo sforzo necessario per muoversi. Costava due milioni e seicentomila lire.
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