Sicurezza
Chiude un altro negozio Yamamay lascia Pontedera
PONTEDERA. La città che cambia è anche quella di un centro commerciale sempre più impoverito. Fatto di pochi negozi storici che resistono alla crisi e di un avvicendarsi di catene in franchising che...
PONTEDERA. La città che cambia è anche quella di un centro commerciale sempre più impoverito. Fatto di pochi negozi storici che resistono alla crisi e di un avvicendarsi di catene in franchising che aprono e chiudono con grande rapidità.
L’ultimo caso eclatante è quello del punto vendita Yamamay, in corso Matteotti. Nell’arco di una settimana la società proprietaria del negozio ha preso la drastica decisione. Via tutto. Merce e dipendente, tre persone in tutto. Il contratto d’affitto era scaduto e la proprietà del negozio ha pensato che fosse arrivato il momento di non rinnovarlo. Un po’ come è successo per altre catene che erano presenti a Pontedera da molti anni e sono sempre state considerate punti di riferimento per lo shopping nella città della Piaggio. Le dipendenti hanno ricevuto la lettera di licenziamento e ora dovranno cercarsi un’altra occupazione in tempi in cui peraltro è molto difficile trovare un lavoro. Da ieri quindi le commesse sono al lavoro per organizzare il trasloco. La merce sarà messa nelle scatole, pronta per essere spedita in altri punti vendita della stessa catena di abbigliamento intimo. Il fondo commerciale non resterà chiuso a lungo. Al posto di pigiami e reggiseni arriverà abbigliamento sportivo. E tutto questo mentre altri negozi che trattano articoli sportivi sono in fase di ristrutturazione o chiudono.
Sul corso arriva dunque “AWlab”, un’altra catena. Per Pontedera un altro segnale di una città che cambia ed è sempre meno interessante dal punto di vista dell’offerta commerciale. È evidente che se prima i clienti arrivavano in corso Matteotti per cercare negozi che non erano altrove, ora trovano prodotti, salvo alcune eccezioni, che sono in vendita in buona parte dei centri commerciali e in quasi tutte le città. Una situazione che richiede le giuste attenzioni anche da parte degli amministratori comunali. E che potrebbe diventare un argomento della prossima campagna delle amministrative con azioni a sostegno del commercio.
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