Sicurezza
Morto al mercato ora si attende l’autopsia
Il medico che ha ricevuto l’avviso di garanzia potrà partecipare all’esame con un suo consulente. La vittima usava un farmaco sconsigliato ai cardiopatici
PONTEDERA. Sarà l’autopsia, fissata per questa mattina, a chiarire le cause della morte di Enrico Soldatini, 65 anni, di Calcinaia, ucciso da un infarto venerdì mattina, mentre era al mercato e stava cercando di raggiungere il bus navetta. Gli esami richiesti dalla Procura di Pisa dovranno aiutare a capire se c’è una relazione tra la morte dell’uomo, che era cardiopatico, e un farmaco da lui assunto anche se sconsigliato a chi ha problemi di cuore. Sulla tragedia avvenuta al mercato, infatti, è stata aperta un’inchiesta. Inizialmente la salma era stata trasferita all’istituto di medicina legale di Pisa ma non sembrava che ci fossero responsabilità penali da accertare rispetto a quello che era successo nel parcheggio del mercato. Invece nelle tasche della vittima è stata trovata una ricetta con la prescrizione di un medicinale che può comportare gravi rischi se viene assunto da persone che soffrono di malattie del cuore. Questo particolare ha indotto la polizia municipale ad informare la Procura della Repubblica di Pisa e a svolgere ulteriori accertamenti proprio per saperne di più sull’uso che la vittima faceva di questo farmaco. Per prima cosa il medico che ha prescritto il medicinale ha ricevuto un avviso di garanzia. È indagato per omicidio colposo. Potrà partecipare all’autopsia con avvocato e consulente di parte.
Si cercherà di capire le cause della morte: tutto fa pensare che il 65enne abbia avuto un infarto. E poi sarà verificato se c’è una relazione tra il farmaco a rischio e la morte di Soldatini. Per questo saranno effettuati anche prelievi per capire se l’uomo aveva assunto le pillole a lui “vietate”, in ragione delle sue condizioni di salute, in tempi recenti.
I familiari, in particolare la moglie, avrebbero riferito che l’uomo, che era stato ricoverato, nelle ultime settimane non aveva fatto uso del medicinale su cui oggi si concentra l’inchiesta e che tra l’altro può essere acquistato anche liberamente. L’uomo però era andato dal medico che conosceva e si era fatto prescrivere il medicinale. Se la ricetta non fosse stata trovata negli indumenti la mattina della tragedia probabilmente il medico non sarebbe finito nei guai. Gli inquirenti sono stati scrupolosi e hanno riferito alla Procura quello che avevano trovato.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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