Lutto
La storia dell’edilizia sociale, in città quasi 800 case popolari
PONTEDERA. Un libro “La città nella città – Storie e prospettive dell’edilizia sociale a Pontedera”, scritto dall’architetto Paolo Costagli in collaborazione con l’assessore alle politiche abitative...
PONTEDERA. Un libro “La città nella città – Storie e prospettive dell’edilizia sociale a Pontedera”, scritto dall’architetto Paolo Costagli in collaborazione con l’assessore alle politiche abitative Marco Cecchi, il fotografo Riccardo Bartolotti e il grafico Matteo Bartolotti, racconta la storia delle case popolari. Un’iniziativa realizzata con il contributo del Comune di Pontedera e di Apes (azienda pisana edilizia sociale) e che è una vera e propria ricostruzione storico-archivistica del patrimonio dell’edilizia popolare di Pontedera, una realtà ben integrata e distribuita nel tessuto urbano e sociale.
Pontedera conta il maggior numero di alloggi di edilizia residenziale pubblica: 776, che in proporzione agli abitanti di tutta la provincia supera persino il capoluogo. La prima parte del libro è dedicata alla storia dell’edilizia residenziale pubblica della città. Partendo dagli edifici anteguerra, come la prima costruzione di edifici residenziali a carattere sociale del 1926 per i lavoratori delle varie fabbriche provenienti dalla campagna (ventotto alloggi situati in via delle Colline) e la nascita del villaggio per i dipendenti della Piaggio del 1934, un’opera di dimensioni considerevoli (ventiquattro fabbricati) mai edificata in città prima di allora, sino alle costruzione degli anni ‘50/’60 ad opera di Ina Casa (in via Pacinotti e villaggio Gramsci) e Gescal (viale Italia) e agli ultimi interventi ultimati lo scorso anno in via Martin Luther King. Il tutto corredato da fotografie, progetti, planimetrie e da dettagli riguardanti l’architettura degli edifici, i piani di ricostruzione dell’epoca e i nomi di coloro che se ne occuparono. Nella seconda parte di “La città nella città” vengono proposti ragionamenti e documenti sulle nuove forme di edilizia pubblica con le quali a Pontedera si prova a dare risposte al disagio abitativo. Si parla dell’housing sociale, un fenomeno ancora poco incrementato in Italia che ha trovato nell’Europa del nord una buona percentuale di adesione, dell’affitto a costi contenuti, delle politiche di edilizia sociale nei Comuni (come la promozione dell’affitto a canone contenuto, con la riduzione dell’Imu in cambio di locazioni a canone contenuto per un certo periodo di tempo), del ruolo di Casa Valdera nella ricerca di alloggio da affittare a canone concordato e delle attuali problematiche da superare (come eternit, barriere architettoniche quali le vasche da bagno, i vecchi riscaldamenti…) anche a fronte dell’invecchiamento sociale della popolazione che ha cambiato i connotati della domanda abitativa sociale.
Chiara Cavallini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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