Gioco
Le vie del centro riaccese dalla fantasia dei giovani
Saracinesche alzate, castelfranchesi increduli: i tessuti di Silvia, i gioielli di Letizia, i bracciali di Lorenzo e Francesco. Pop Up è nel segno dell’artigianato
CASTELFRANCO DI SOTTO. Castelfranco come non mai. Come in pochi l’hanno mai vista, almeno da un bel po’ di anni a questa parte. Castelfranchesi a spasso intenti a curiosare tra le vetrine, a ritrovarsi e a riscoprire il gusto del paese. È un’aria positiva quella che si respira tra le vie del centro trasformato grazie all’iniziativa Pop Up. Per una volta, il grigiore delle saracinesce abbassate ha lasciato il posto alla profondità dello sguardo, che si perde dentro gli spazi delle vecchie botteghe e dei laboratori, rivelando luoghi dimenticati e spesso suggestivi. Luoghi che la manifestazione ha riempito con attività di ogni tipo, frutto in gran parte dell’inventiva, della creatività manuale di tanti giovani arrivati da mezza Toscana e non solo. L’artigianato è il vero tratto distintivo, declinato in una varietà di forme e di idee stravaganti ma anche geniali. Si va dalla pelle e dalla calzatura (simbolo oggi un po’ sbiadito di una Castelfranco che ha fatto scuola) fino al recupero di materiali di qualunque tipo trasformati in prodotti d’arte e di design. È il caso dei gioielli fatti a mano di Letizia Berti, fiorentina, che ricicla posate e oggetti di metallo per farne monili, spechi, orologi e complementi d’arredo. «Una passione nata per caso e subito apprezzata dagli amici – ci racconta – Un’attività che sta crescendo, con l’obiettivo un giorno di avere un vero laboratorio». Parte dai tessuti, invece, di qualunque tipo, la fantasia di Silvia Labanti, di Bologna, arrivata con i suoi prodotti, dai pantaloni che diventano astucci alle maglie trasformate in bavagli: «Tutto nato – ci spiega - grazie al recupero di una vecchia macchina da cucire di mia nonna». Recupero che si carica di uno stile di vita tutto particolare con i singolari bracciali “Nullame” ideati da due ragazzi di Ponsacco, Lorenzo Brini e Francesco Guiducci: bracciali a forma di orologio, privi di numeri e di lancette, simbolo di un tempo che non vuol essere contato ma solo vissuto. «È nato tutto due anni fa, durante la coda interminabile a una sagra – ci raccontano – Guardavamo di continuo l’orologio, e ci siamo chiesti se anche senza lancette il tempo ci sarebbe apparso così interminabile». Da qui l’idea, realizzata con il recupero di legni nobili e oggi venduta soprattutto on line. Stile ed eleganza sono anche il biglietto da visita del castelfranchese Alberto Melani, titolare del negozio Fiori e Colori di Santa Croce, che per la prima volta apre le porte dello showroom in via Matteotti, allestito per i clienti stranieri che scelgono la Toscana per sposarsi: locale che regala un colpo d’occhio di grande fascino, rivelando una vera perla nascosta del centro storico. Spostandoci in via Marconi incontriamo anche l’esposizione di Michele Meioli, di San Giovanni alla Vena, che realizza complementi d’arredo con materiali naturali di riciclo: «Faccio il falegname – spiega – Questa passione è nata per il gusto di realizzare dei pezzi unici». Direttamente da Urbino, dall’Istituto superiore per le industrie artistiche, 7 ragazzi hanno portato a Castelfranco il laboratorio “Open Press”, che offre la possibilità di creare cartoline dedicate ai quartieri e alle contrade di Castelfranco utilizzando le vecchie tecniche artigianali della stampa. «Abbiamo trovato il bando su internet – ci raccontano – e così ci siamo documentati per proporre qualcosa che fosse legato a Castelfranco». Domenica 23 è in programma il terzo ed ultimo giorno dell’iniziativa, con le attività aperte dalle 10 fino alle 17.
Giacomo Pelfer
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