Il lutto
I venti anni di Agape nell’economia sociale valgono 600 addetti
Fornacette, il bilancio della cooperativa tra passato e futuro Perini: «I servizi che eroghiamo valgono 17 milioni di euro»
FORNACETTE. Un’economia silenziosa. Cresciuta offrendo servizi a sostegno delle categorie più deboli, bambini, minori a rischio, disabili, anziani, malati psichiatrici. È un ventaglio di attività che in vent’anni si è fatto sempre più articolato quello della Cooperativa Agape di Fornacette. Costituita nel 1994, oggi è una delle principali realtà cooperative attive nel sociale in Toscana: 600 dipendenti e un fatturato nell’ordine dei 17 milioni di euro. Un traguardo da festeggiare, a breve il calendario delle iniziative, ma anche da cui partire per tracciare nuove prospettive di attività.
«In questi vent’anni siamo cresciuti fino a sfiorare, progressivamente, la soglia dei venti milioni di euro come controvalore dei servizi erogati alla comunità – dice Marta Perini, presidente di Agape –. È una cifra importante già di per sé, che rende bene l’idea della quantità e della qualità del lavoro svolto dai nostri operatori, ma che diventa ancor più importante se si pensa che viene restituita al territorio sotto forma di salari, stipendi e remunerazioni del lavoro dei nostri 600 dipendenti, che ogni giorno si prodigano con professionalità e passione a sostegno dei più deboli e di chi si trova, anche temporaneamente, in situazione di bisogno».
Il perimetro delle attività cresce. In un mercato socio-sanitario affollato e in cui il peso dei tagli alla spesa si fanno sentire crescere e aprirsi a nuove forme di attività è un imperativo. Così, in associazione con le coop Cuore e Di Vittorio, Agape si è aggiudicata la gara per la gestione di due Residenze sanitarie per anziani (Rsa) a Livorno che porteranno una crescita del personale di 70 unità. «È in questo contesto che vanno lette iniziative importanti, come l’apertura di una Residenza per l’accoglienza di minori a rischio a Sant’Arcangelo di Romagna, la ristrutturazione della Rsa Villa Varoli a Porto Santo Stefano, l’imminente inaugurazione del nuovo Centro diurno per disabili “L’Aquilone” a Pontedera prevista per il 9 maggio», spiega Damiana Ragoni, vicepresidente di Agape.
Le difficoltà si sono. «In collaborazione con le aziende sanitarie abbiamo diversificato i turni e definito una diversa modulazione dei servizi per non lasciare a casa nessuno dei dipendenti – sottolinea Perini –. Per esempio, nel settore degli asili nido non ci sono più liste d’attesa, ma posti vuoti. Ci siamo trovati con personale in esubero rispetto al numero di utenti. È uno degli effetti della crisi a cui abbiamo fatto fronte con il contratto di solidarietà». Che conclude: «Inoltre, per garantire la continuità salariale e lavorativa abbiamo definito con i sindacati il meccanismo della banca ore annuale che dopo due anni di sperimentazione ci apprestiamo a rinnovare».
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