Sicurezza
Fido senza guinzaglio i padroni multati crescono
San Miniato, il bilancio dello Sportello tutela animali della polizia municipale Pancanti: «Abbiamo 46 cani in custodia, ma venti sono difficilmente adottabili»
SAN MINIATO. C’è ancora da migliorare nell’attenzione ai nostri amici a quattro zampe, troppo spesso lasciati soli, liberi di vagare senza sorveglianza e senza rispetto per gli altri. È questa la causa della sanzione più comune registrata dallo Sportello per la Tutela degli Animali (Suta), attivo presso la polizia municipale di San Miniato.
Sono 22 le multe per omessa custodia dell’animale, su un totale di 27 sanzioni registrate nell’arco del 2013, in aumento rispetto all’anno precedente. Multe per le quali altrettanti proprietari hanno dovuto sborsare 50 euro di sanzione più il conto (superiore ai 100 euro) del canile convenzionato col Comune. Gli altri 5 casi, invece, sono relativi alla mancata iscrizione del cane all’anagrafe canina, vale a dire l’assenza di microchip, in calo rispetto a qualche anno fa, per la quale la sanzione sale a quota 200 euro. A questo si aggiungono i controlli sulle modalità di detenzione degli animali, condotti insieme al servizio veterinario dell’Asl 11 a seguito di segnalazioni di cittadini, che in un paio di casi hanno portato all’elevazione di ordinanze.
Sono i numeri di un’attività che è cresciuta negli anni, e che vede San Miniato tra i primi Comuni impegnati in questo campo, anche in virtù di una popolazione canina superiore alla media, in un territorio in gran parte agricolo e storicamente vocato alla caccia e al tartufo. In tutto l’arco del 2013, infatti, sono stati 114 gli animali ospitati presso il canile Valdiflora di Pescia, convenzionato col Comune: 56 quelli presenti al 31 dicembre 2012, più altri 58 trattati lo scorso anno. Di questi, 33 sono stati restituiti ai proprietari, 25 sono andati in adozione e 7 sono deceduti per cause naturali.
«Al momento ne restano 46 – spiega il comandate della polizia municipale Dario Pancanti –. Di questi almeno una ventina sono difficilmente adottabili, perché troppo aggressivi o anziani». L’attività del Suta, però, non si esaurisce qui: lo sportello ha ricevuto anche richieste d’intervento per situazioni che riguardano animali selvatici come roditori, uccelli, serpenti o ungulati, che vengono trovati feriti o in situazioni di presunto pericolo. «La difficoltà, spesso – spiega Pancanti – sta nel far capire a coloro che chiamano che non sempre l’animale è in pericolo, e che anzi è meglio non intervenire. Il caso più comune è quello del cucciolo di capriolo, spesso lasciato dalla madre in cerca di cibo. Se viene catturato o accarezzato la madre poi non lo riconoscerà».
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