Sicurezza
«Diciamo no a un Pd chiuso su se stesso»
Scontro aperto tra Niccolai e l’ex partito. «Sono renziano per le idee, anche senza la loro tessera»
VICOPISANO. Lo scontro era nell’aria da mesi. Fin da quando si era cominciato a parlare di primarie (ma poi nessuno le ha chieste ufficialmente) per la scelta del candidato sindaco che il Pd a Vicopisano non ha voluto. Ora è diventato ufficiale soprattutto da quando alcuni ex Pd hanno deciso di mettere insieme una lista civica per le prossime amministrative. Lista che avrebbe il sostegno di un’ex sindaca anche se finora non ci sono state prese di posizione ufficiali da parte di quest’ultima.
E così, come era facile da prevedere, non si è fatta attendere la risposta di Giovanni Niccolai, ormai ex Pd, al segretario comunale dei Democratici, Luca Bertini, che non ha risparmiato critiche a Niccolai e ai “suoi”. «Torno a ripeterti – comincia Niccolai rivolgendosi a Bertini – che sono stato costretto ad uscire dal Pd Vicarese e con me tanti altri iscritti e simpatizzanti e tu lo sai bene. Questo proprio per una gestione locale che abbiamo ritenuto vecchia, arretrata, poco democratica, estranea a qualsiasi tipo di dibattito costruttivo e di attenzione verso le istanze della nostra comunità».
Da quando si è iniziato a parlare di primarie il Pd «ha fatto valere strumenti come statuto e numero di voti e non dialogo politico e ascolto delle ragioni altrui e si chiama Democratico», insiste Niccolai in aperta polemica con il suo ex partito. «Non vi siete mai preoccupati di valutare se un' alleanza spostata all'estrema sinistra con Rifondazione, Comunisti Italiani, Sel e IdV ed ora anche i Socialisti, fosse lo strumento adeguato a rappresentare l'anima riformista ,socialdemocratica e cattolica che la gente da tempo ci chiede a gran forza». Rispetto poi alle trattative con Sel il Pd ammette che l’accordo ancora non c’è perché è difficile trovare una mediazione sui posti disponibili nella lista. «Non si parla quindi di scelte, di programmi, di futuro, ma di poltrone più o meno comode che spettano evidentemente ad alleati che, tanto perché la gente lo sappia, per gli ultimi cinque anni sono sempre stati all'opposizione non riconoscendosi nè in questa amministrazione nè in questo sindaco: mi riferisco proprio ai Socialisti e a Sel». Su un documento presentato da Niccolai e dal circolo di San Giovanni alla Vena si è consumato lo scontro e la decisione di abbandonare il Pd. «Ma io posso definirmi sostenitore di Renzi e renziano a pieno titolo con o senza la tessera del Pd», ribatte Niccolai. «Credo che sia giunto il momento di chiudere la stagione della vecchia politica fatta di una poltrona a te ed una a me. Credo nel merito e non nel potere, nella squadra e non nell'uomo solo al comando, credo alla partecipazione, alla condivisione e all'equità, altrimenti sarei rimasto in questo Pd». Il fatto che Bertini abbia precisato che chi non è nel Pd non può definirsi renziano non va giù a Niccolai. «Questa scelta che ho fatto la rifarei mille volte ed i motivi te li ho elencati, Io sono e resto renziano, tu Luca Bertini e i dirigenti attuali del Pd di Vicopisano forse no, visto che la maggioranza di voi non lo ha neppure votato». È il momento di sparare tutte le cartucce: «L'accozzaglia delle forze politiche che il Pd mette in campo questa volta sembra più dettata dalla paura di perdere le elezioni, che da una consapevole scelta politica. Intanto nel nostro tavolo di lavoro abbiamo avviato un bel dibattito tra persone di ogni ceto sociale e fascia di età. Siamo pronti a elaborare una piattaforma fatta con idee innovative per il futuro del nostro Comune». (s.c.)
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