«Vivo da prigioniero su una sedia a rotelle che mi obbliga in casa»
Fauglia, a un anno dall’incidente che lo ridusse in carrozzina paraplegico chiede aiuto per l’acquisto di un modello nuovo
FAUGLIA. Ritrovarsi a vedere il mondo dall’altezza di un bambino. Dopo una vita trascorsa tra corse in moto, macchine da riparare e la passione della pesca e per il giardino. Oggi ha 46 anni Giuseppe Sagone e da un quasi un anno un brutto incidente a due passi da casa lo riduce su una sedia a rotelle. Prigioniero di quella carrozzina “tradizionale” che lo obbliga in casa e poco più. La dipendenza da sua moglie Annalisa è totale in quella villetta in via comunale a Luciana.
Quattro anni fa era il loro nido d’amore: giardino fuori, piante, un vialetto di ghiaia per arrivare al cancelletto d’ingresso. Due anni fa arriva il loro bambino e il sogno di una famiglia felice, con lui che lavora con soddisfazione in un’officina a Livorno e lei che è dipendente dell’azienda Brc, sembra decollato. Lo scorso 25 aprile tutto cambia. «Sono stato sei mesi in ospedale: nell’incidente in moto ho perso l’uso delle gambe e ho difficoltà di movimento ad un braccio. Da quel giorno ho perso tutto e mi manca tutto, persino andare a buttare la spazzatura», si sfoga il 46enne. «Non posso uscire da solo, il paesaggio che vedo da 6 mesi è sempre il solito».
Niente più lavoro per lui. Pure la moglie viene messa in cassaintegrazione: comincia uno slalom tra medici, fisioterapia, spese che sembrano interminabili. «Tra invalidità e accompagnamento viviamo con 750 euro, con 700 euro di mutuo e non mi vergogno di dire che andiamo avanti grazie a suocera e parenti», continua. I conti fanno fatica a tornare. La casa, il bagno, avrebbero bisogno di lavori strutturali per permettere a Sagone di muoversi, ma la spesa è alta. Ad aggravare la situazione c’è la location dell’abitazione: il viale di ghiaia è impercorribile su quella sedia a rotelle. L’uomo riesce a uscire di casa e ad andare in giardino, ma fisicamente non ce la fa, da solo, a tornare per i dislivelli. «La Asl mi passerebbe gratis una sedia a rotelle elettrica che costa 6mila euro. Per le mie esigenze è inutile, non ce la farei a uscire. Il mezzo che mi può cambiare la vita, inventato da un paraplegico, si chiama Triride, è un ruotino elettrico da applicare alla mia carrozzina trasformandola in una sorta di scooterino a 3 ruote che monta scalini e va sulla ghiaia». Il costo è 2.900 euro. «Ho chiesto alla Asl di poterlo acquisire al posto della sedia a rotelle prevista, ma non essendoci la convenzione, mi hanno detto no. In queste condizioni per me è una spesa grossa». La famiglia chiede un aiuto. All’appello risponde l’associazione Grifon D’Oro che donerà diverse centinaia di euro. «Chi vuole contribuire anche con un piccolo gesto per aiutare questa famiglia può rivolgersi a noi», chiude il presidente Angelo Massei.
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