Sicurezza
Vive “prigioniero” su una sedia a rotelle che lo costringe in casa
Fauglia, ad un anno dall’incidente che lo ha ridotto in carrozzina un paraplegico di 46 anni chiede aiuto per acquistare un nuovo modello a motore
di Francesca Suggi
FAUGLIA. «Vivo da prigioniero su una sedia a rotelle che mi obbliga in casa». A quasi un anno dall'incidente che lo ha ridotto in carrozzina, Giuseppe Sagone chiede un aiuto per l'acquisto di un modello nuovo che gli permetta di varcare il cancello della sua abitazione a Luciana e percorrere la strada in ghiaia che porta sulla via principale. Lui ha 46 anni, un bambino di due anni e una moglie da cui dipende totalmente: prima dello scontro in moto vicino a casa gestiva un’officina a Livorno come meccanico.
Il 25 aprile scorso tutto cambia. E da una vita fatta di passione per le due ruote, pesca, giardinaggio si ritrova a dover vedere il mondo dall’altezza di un bambino. Niente più lavoro adesso. Pure la moglie è in cassa integrazione: i due si ritrovano immersi in uno slalom di spese tra riabilitazione, trattamenti, casa da rifare a misura delle nuove (inattese) esigenze.
«Sono stato sei mesi in ospedale: nell'incidente in moto ho perso l'uso delle gambe e ho difficoltà di movimento ad un braccio. Da quel giorno ho perso tutto e mi manca tutto, persino andare a buttare la spazzatura. Non posso uscire da solo, il paesaggio che vedo da 6 mesi è sempre il solito. Tra invalidità e accompagnamento viviamo con 750 euro, con 700 euro di mutuo e non mi vergogno di dire che andiamo avanti grazie a suocera e parenti» , continua. «Il mezzo che mi può cambiare la vita, inventato da un paraplegico, si chiama Triride, è un ruotino elettrico da applicare alla mia carrozzina trasformandola in una sorta di scooterino a 3 ruote che monta scalini e va sulla ghiaia». Il costo è 2.900 euro. «Purtroppo per noi è una grossa spesa, chiedo un aiuto».
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