La manifestazione
L’ex sindaco e la “sua” Castelfranco
Gli affetti e i ricordi di una vita ne “Il ceppo brucia ancora”
CASTELFRANCO DI SOTTO. “Il ceppo brucia ancora” è il libro che Rosario Casillo, sindaco di Castelfranco dal 1985 al 1995, porta all’attenzione del pubblico per condividere non soltanto gli affetti e i ricordi familiari ma anche il vissuto che lo lega all’ambiente del paese natio. Casillo decide di raccontare le memorie più intime della sua vita da castelfranchese attraverso immagini vivide ed essenziali. La storia è semplice: narra dell’amore all’interno di una famiglia povera, che riesce a superare molte difficoltà durante i difficili anni del dopoguerra e della successiva ricostruzione. Nel libro troviamo le ferite aperte di un borgo rurale, chiuso fra mura, che con l’industrializzazione degli anni ‘60 è costretto a fronteggiare la trasformazione obbligata: quella della separazione del mondo delle arti e dei mestieri dalla campagna, ma anche l’immigrazione e la fine della quieta vita provinciale, nuovo motivo di sfida. È in questo periodo, quando Castelfranco diventa una grande realtà imprenditoriale, che Casillo fa le sue prime esperienze nell’associazionismo: dall’Azione Cattolica al Psi, seguendo il filo rosso del cambiamento. «Ho scritto il libro in 20 giorni, di getto, con l’aiuto dei miei figli che mi hanno spinto a mettere su carta i ricordi che custodivo da tempo», dice l’ex sindaco. L’amico Valerio Vallini, poeta, giornalista e scrittore santacrocese, descrive il lavoro come «un libro fresco, sincero, genuino, in cui emergono tutti i buoni sentimenti che l’autore prova per la famiglia e per il luogo di appartenenza in maniera semplice, mai artefatta». Il ceppo che brucia è quello descritto nella poesia al padre (che accompagna quella dedicata alla figura materna), arso il giorno di Natale dopo essere stato raccolto nel bosco: è il simbolo dell’unione familiare e del focolare domestico. Un ringraziamento speciale da parte di Casillo va al cugino, Fabrizio Nelli, bibliotecario di Castelfranco, che lo ha supportato nella stesura in quanto «anch’egli presente all’interno del ceppo familiare».
Elena Battaglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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