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“Cleo club”, il titolare regolarizza i dipendenti

CRESPINA. Il night “Cleo club” di Crespina ha ottemperato alle richieste delle autorità, dopo il controllo a sorpresa effettuato dalla polizia di Pisa e dall’ispettorato del lavoro. Il titolare,...

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CRESPINA. Il night “Cleo club” di Crespina ha ottemperato alle richieste delle autorità, dopo il controllo a sorpresa effettuato dalla polizia di Pisa e dall’ispettorato del lavoro. Il titolare, Luca Di Fabrizio, nel giro di un giorno ha messo in regola le persone trovate al lavoro senza un regolare contratto. Di conseguenza l’ispettorato del lavoro ha revocato al locale il provvedimento di sospensione della licenza che era stato emesso nelle ore successive ai controlli effettuati nel locale di Crespina, vicino alle Quattro Strade.

A dare notizia è lo stesso Di Fabrizio spiegando che il night anche dopo i controlli di venerdì notte ha proseguito la sua attività regolarmente. Del resto la licenza era stata sospesa in maniera temporanea fino a ieri proprio per dare la possibilità a titolare di assumere con contratti di lavoro regolari quei dipendenti che, pur essendo stati trovati al lavoro nel night, non erano stati assunti in maniera regolare e di conseguenza lavoravano al nero, come aveva spiegato la Questura di Pisa, nella giornata di sabato.

«Il locale è rimasto aperto e io continuerò a fare questo lavoro nella maniera più seria possibile», aggiunge Di Fabrizio facendo riferimento a una presunta “guerra” tra titolari di locali notturni. «C’è qualcuno che tenta di discreditarmi”, aggiunge Di Fabrizio.

La questura aveva spiegato che nel locale erano state identificate 44 persone (8 con precedenti di polizia) di cui 25 dipendenti, tra i quali 8 donne non in regola con la normativa in materia di lavoro, perché prestavano attività di pubbliche relazioni senza alcun contratto. Pertanto, al titolare del locale era stato contestato il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale con contestuale sanzione amministrativa ed obbligo di regolarizzare la posizione delle dipendenti tramite stipula di contratto, accompagnato da certificazione medica e relativi corsi di formazione sui rischi sui luoghi di lavoro. La normativa prevede, in caso di non ottemperanza, la relativa denuncia penale all'autorità giudiziaria con il conseguente sequestro del locale.(s.c.)

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