La manifestazione
Crollano i contratti d’apprendistato
Il calo nel Valdarno è di quasi il 25%. Colpa della crisi ma anche delle recenti novità normative
SANTA CROCE SULL’ARNO. Crollano di quasi il 25% i contratti di apprendistato nei comuni del Valdarno.
A dirlo sono i dati 2013 del Centro per l’Impiego di Santa Croce, tutt’ora in elaborazione, ma che già offrono le prime indicazioni molto chiare e tutt’altro che positive sull’andamento del mercato del lavoro. Nell’arco del 2013, le assunzioni di apprendisti nel comprensorio sono state in tutto 552 (di cui 351 uomini e 201 donne) contro le 721 dell’anno precedente e le 772 del 2011. Colpa in gran parte della crisi, certo, ma anche delle novità normative degli ultimi anni che hanno finito spesso per disincentivare il ricorso all’apprendistato. Significativo, infatti, l’effetto del Testo Unico dell’Apprendistato (il Tua), entrato in vigore nel 2012 (sostituendo la precedente legge 196 del 1997), che ha fissato in maniera definitiva la varie tipologie di contratto disincentivando quelli che erano definiti gli “usi impropri”. Per i minori, in particolare, nei casi di rinuncia agli studi, il Testo Unico ha demandato l’assolvimento dell’obbligo formativo ad appositi percorsi di istruzione, i cosiddetti “Ifp” (Istruzione e formazione professionale), realizzati dalle scuole professionali insieme alle Regioni.
«Al momento, però, almeno per la Toscana – ci spiegano dal Centro per l’Impiego di Santa Croce – la Regione ha stabilito solo la durata di questi percorsi, che dovrà essere di 600 ore l’anno, senza definirne ancora le linee guida. Questa tipologia di contratto, quindi, è sparita del tutto. A questo poi si è aggiunta anche la legge Fornero che ha fissato alcuni vincoli all’apprendistato». E i numeri del Valdarno fotografano molto bene un trend che è comune a livello nazionale: solo nel 2010 gli apprendistati per i minori furono ben 96 nel comprensorio, ridimensionati a 62 nel 2011, per poi fermarsi ad appena 3 nel 2012 e quindi scomparire del tutto nel 2013. Allargando lo sguardo, il segnale che arriva dai numeri è quello di un mercato del lavoro con un’offerta sempre più ridotta e una domanda cresciuta in modo esponenziale. Lo dimostrano i dati del report annuale dei Centri per l’Impiego della Provincia di Pisa. Numeri al momento aggiornati al 30 settembre, ma già sufficienti per segnare un aumento di tutti i parametri in negativo. A cominciare dal numero di iscritti, disoccupati e inoccupati, che a settembre erano 11.735 nel Valdarno (di cui il 58% donne), circa 600 in più della fine del 2012 e addirittura tre volte tanto gli appena 4.422 del 2005. «L’incremento è stato più marcato a partire dal 2009 – spiegano sempre da Santa Croce –. Ormai abbiamo raggiunto numeri che fino a pochi anni fa erano impensabili nel Valdarno, dove il lavoro è sempre stato uno dei punti di forza».
Situazione drammatica soprattutto per i giovani: dalla fine del 2012 al 30 settembre, i disoccupati sotto i 34 anni, in tutta la provincia, sono passati da 14mila a quasi 18mila (di cui 3.360 nel Valdarno). Rimanendo nel comprensorio, nei primi 9 mesi dell’anno sono stati 1.531 i lavoratori che hanno subìto la cessazione del rapporto di lavoro.
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