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Pontedera

Soccorsi bloccati a causa della corsa disagi per un’anziana

Soccorsi bloccati a causa della corsa disagi per un’anziana

Il piano di sicurezza nel centro storico non aveva varchi per il 118, la donna portata per 400 metri in barella

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CASCINA. Può un evento sportivo impedire che si prestino soccorsi a chi ne ha bisogno? La domanda arriva da una cittadina di Cascina, Ljuda Bellini, dopo un episodio avvenuto durante l’arrivo della Tirreno-Adriatico a Cascina.

«Può una corsa ciclistica impedire ad un'ambulanza che viaggia a sirene spiegate, in regime di 118, di attraversare 10 metri di carreggiata stradale per soccorrere chi ne ha sollecitato l'intervento? Io direi proprio di no, ma non è quello che è accaduto giovedì a Cascina».

L’ambulanza che doveva soccorrere la nonna di Ljuda Bellina, cioè una signora di 88 anni residente in via Indipendenza 16, non è arrivata, diciamo, al domicilio. Dopo aver chiamato il 118 in quanto l’anziana aveva un malore, i familiari hanno atteso i soccorsi. «I soccorritori della Pubblica Assistenza di Cascina sono arrivati di corsa, senza il mezzo di soccorso, ansimanti e mortificati per aver tardato nel raggiungere l'abitazione dal momento che qualcuno ha impedito loro di attraversare via Tosco Romagnola, costringendoli ad abbandonare l'ambulanza a mezzo chilometro di distanza e con essa anche molte delle apparecchiature a bordo, tra cui lo strumento per effettuare l'elettrocardiogramma, indispensabile per la diagnosi di un possibile infarto».

Dopo una prima visita, non potendo effettuare un esame strumentale e ritenendo necessario e urgente il trasporto al pronto soccorso, «sono dovuti tornare al mezzo a prendere la barella, quindi tornare a casa e costringere mia nonna a raggiungere l'ambulanza passando tra la folla, sotto gli occhi dei numerosi spettatori radunati ai lati della strada, stretti sui marciapiedi o affacciati alle finestre delle case», continua la giovane che chiede spiegazioni rispetto a quanto successo. «Qualcuno, deputato al controllo della corsa, ha impedito ad un mezzo di soccorso di poter raggiungere casa di mia nonna arrogandosi il diritto di decidere quale fosse la gravità della situazione o più semplicemente non curandosene per niente, ostacolando i soccorsi per favorire una corsa ciclistica, uno spettacolo sportivo che tra l'altro, in quel momento, non stava avendo luogo. Qualcuno è responsabile della violazione della privacy di una persona anziana, costretta ad esporsi agli occhi di spettatori improvvisati senza nessuna salvaguardia dell'immagine e della sofferenza».

Detto questo, la cittadina chiede che si faccia chiarezza su quanto accaduto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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