Il Tirreno

Pontedera

Progetto bocciato, niente festa per il Primo Maggio

di Sabrina Chiellini
Progetto bocciato, niente festa per il Primo Maggio

Villa Toscanelli non aprirà al pubblico. Il proprietario in polemica col Comune: «Mi hanno tagliato le gambe, farò ricorso al Tar e richiederò i danni»

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PONTEDERA. Il nuovo regolamento urbanistico, approvato a maggioranza dal consiglio comunale pochi giorni fa, cancella il mega progetto di recupero e valorizzazione della tenuta “La Cava”, al confine tra Pontedera e Ponsacco, della villa Riccardi-Toscanelli e del bellissimo parco-giardino, dove sarebbe dovuto sorgere un resort di lusso. Progetto che stava a cuore alla precedente amministrazione, sempre di centrosinistra ma guidata dall’ex sindaco Paolo Marconcini. Quello che era possibile nel 2006 (allora la proprietà era di una cordata di imprenditori e professionisti che l’avevano acquistata all’asta del tribunale di Pisa) oggi appare distante anni luce. Dai 36mila metri quadrati edificabili autorizzati dal precedente piano di lottizzazione si è passati agli attuali 9mila. Tanto è bastato alla proprietà, che negli ultimi due anni ha cercato più volte un confronto con l’amministrazione comunale, per tirare le somme e decidere di presentare ricorso al Tar contro la decisione del consiglio comunale e chiedendo i danni all’amministrazione comunale.

Gianni Pesce, imprenditore a cui fa riferimento la società proprietaria della tenuta “La Cava”, aveva investito nella villa Riccardi-Toscanelli perché sapeva che il Comune credeva in un progetto di sviluppo e valorizzazione ai fini turistico-ricettivi. Dopo l’acquisto ha investito per il recupero dei tetti di alcuni fabbricati, delle cantine e per potenziare le attività dell’azienda agricola. Non si parla di spiccioli: alla tenuta sono stati destinati nel complesso quasi venti milioni di euro.

«Mi hanno voluto tagliare le gambe – dice Pesce –, in questi anni il progetto è stato portato per le lunghe perché, questa è l’amara conclusione a cui sono arrivato oggi, non c’era la volontà politica di sostenere la nostra iniziativa imprenditoriale. Tagliare come ha fatto il consiglio comunale la superficie edificabile della lottizzazione e portarla a soli 9mila metri quadrati significa voler bloccare il progetto. Non ci sono i margini economici per sostenere il progetto come lo vuole il Comune. È come domandarmi di iniziare un’impresa fallimentare... Non si può chiedere questo a un imprenditore». Pesce ribatte anche al sindaco che, presentando la variante al regolamento urbanistico, ha detto di essere pronto a sostenere il recupero della dimora storica che si intravede passando da via Delle Colline.

«Non so su cosa si regga questa promessa – dice Pesce –. La Regione non ha stanziato risorse destinate a privati che vogliano recuperare le antiche ville e i loro parchi. Voglio anche dire che in questi anni sia Ponsacco che Pontedera hanno fatto azione di resistenza al progetto. Avevo proposto di trasferire i volumi dalla collina per fare un campo da golf. Neppure questo è andato bene. Non si possono programmare investimenti con politici che cambiano idea sullo sviluppo di un territorio. Nessuno pensa alle ricadute del progetto. Propongono solo progetti che economicamente non sono sostenibili. Anche perché con la nuova “versione” del regolamento urbanistico non ci consentono neppure di recuperare l’esistente. Posso demolire ma non costruire, ottima filosofia, ma ai costi chi ci pensa? Però, vicino alla tenuta, ai Fabbri, è stata confermata, su un’area di ex coloni della fattoria, una previsione di 30mila metri quadri di superficie utilizzabile. È in collina anche questa, ma nessuno ha avuto nulla da dire».

Ecco perché i proprietari di Villa Toscanelli si apprestano a fare causa al Comune. «A questo punto mi costringono a percorrere le vie legali», dice Pesce, in aperta polemica anche con la Regione. «Mi viene da sorridere quando leggo che la Regione va in cerca di investitori all’estero. A loro dico: lasciate lavorare quelli che ci sono sul territorio, sarebbe già più che sufficiente».

Infine, un altro messaggio all’amministrazione comunale. «Quest’anno niente festa del Primo maggio alla villa. Se il suo recupero non è un problema del Comune, possiamo decidere di rinunciare anche a questo momento di festa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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