Il dolore
Molino d’Era, il ponte resta fuori servizio
Sono una quindicina le famiglie che vivono nella frazione volterrana e sono a rischio isolamento
VOLTERRA. C’è una quindicina di famiglie che rischia di rimanere isolata.Lavoratori, studenti, pensionati. Accade a Molino d’Era, oltre il fiume Era, lungo la strada di Vallelunga. Si raggiunge dalla strada 439 dir, attraverso due piccoli ponti, posti l’uno a un chilometro circa dall’altro, che permettono di passare da una sponda all’altra del corso d’acqua. Ma uno dei due ponti è inutilizzabile da circa un mese.
«È successo che con le ultime forti precipitazioni di gennaio il fiume ha aumentato la propria larghezza cosicché adesso uno dei due ponti non riesce più a collegare una sponda all’altra», dice Andrea Bacci, che vive a Molino d’Era. «In passato, quando si verificava questo tipo di problema, contattavamo il Consorzio di bonifica della Valdera che arrivava con i suoi mezzi e rimodellava un po’ la sponda del fiume – afferma Giovanni Guarneri, presidente del consorzio della strada vicinale di Vallelunga –. L’ultima volta che abbiamo contattato il Consorzio, che adesso si chiama del Bassa Valdarno, ci hanno detto che fino a contrordine non sarebbero intervenuti, fino a che non avessero avuto un input dalla nuova dirigenza».
Una situazione in stallo. «Abbiamo un ponte sistemato da privati – spiega Gaurneri – e un altro in una situazione più grave, in cui l’argine si è spostato di circa dieci metri, sul quale però non si può intervenire perché serve un escavatore. Come privati non possiamo intervenire, siamo in area demaniale». Che aggiunge: «In breve, la Bonifica non interviene, il Comune probabilmente ritiene che non sia un faccenda di sua competenza, e il ponte resta inutilizzabile».
«Qual è dunque l’ente a cui compete l’intervento?», ci si chiede a Vallelunga. «Ho fatto presente la questione alla Bonifica, alla Provincia e al Comune – conclude Guarneri –. Ho scritto a tutti che c’è una situazione di pericolo ed ho chiesto quale sia l’ente competente per fare l’intervento. C’è da considerare che questo problema in un anno si verifica dalle quattro alle cinque volte ed è capitato anche che entrambi i ponti fossero inutilizzabili. L’unica alternativa è una strada privata di circa due chilometri che in casi di emergenza permette il passaggio dei veicoli, ma solo in caso di estrema emergenza». (g.b.)
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