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Pontedera

Lite tra sindaco e Bartalini sul futuro dell’associazione

Lite tra sindaco e Bartalini sul futuro dell’associazione

Il sindaco: «Sulle cariche nel consiglio del Teatro del silenzio non ho detto niente di strano. Servono le idee e chi lavora»

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LAJATICO. È esplosa la polemica tra il presidente dell’associazione Teatro del silenzio, Fabio Tedeschi, sindaco di Lajatico, e il direttore artistico del teatro, architetto Alberto Bartalini, sul futuro dell’associazione che promuove gli eventi legati a Andrea Bocelli.

Tedeschi non ha per niente gradito la precisazione arrivata Bartalini dopo le sue dichiarazioni sulle cariche nell’associazione. Il sindaco, ormai alla fine del suo mandato, ha spiegato che resta in carica come presidente dell’associazione in quanto i due ruoli non sono legati. Bartalini, invece, ritiene che il sindaco debba rimettersi in gioco come tutto il consiglio, prorogato fino ad autunno. A quella scadenza sarà valutato se aprire il consiglio a personaggi conosciuti nel mondo dell’arte e della cultura. «Rimango stupefatto della precisazione di Bartalini. Non se ne capisce il motivo a meno che l’architetto non abbia in mente un suo progetto. Come ho detto in assemblea, l'associazione ha comunque bisogno di un esecutivo che lavori a mantenere questo grande progetto. Al tempo stesso i nomi illustri sono importanti».

Le menti servono ma anche le braccia. «La polemica evidenzia come il voto favorevole dell’architetto alla prosecuzione delle cariche sia invece disturbato da altre dinamiche che sono personali e che non trovano corrispondenza negli obiettivi che l'associazione ha e deve avere». L’importante, secondo Tedeschi, è continuare a sostenere «con tutti i mezzi un'associazione che ha promosso il territorio ai più alti livelli. L'associazione non ha fini di lucro e se è arrivata a questo è perché molte persone hanno dedicato volontariamente e gratuitamente il loro tempo. Non si può disconoscere l'indiscutibile legame che l'associazione deve avere con il territorio. Di conseguenza ben vengano i nomi illustri. Ma rimarranno adesioni formali e di effetto. Poi, nella sostanza, qualcuno dovrà anche lavorare ai diversi impegni richiesti per mantenere la serietà che ci ha contraddistinto in questi nove anni».

Insomma le bacchettate di Bartalini vengono restituite al mittente. «Quindi niente di stonato – insiste Tedeschi - nella mia dichiarazione "Resterò presidente in quanto sono stato nominato dall'Assemblea dell'associazione e che l'incarico non è strettamente legato al ruolo di sindaco" . È oggettivamente la verità. Le cariche sono comunque legate alle volontà di un'assemblea e di un direttivo».

Alla fine comunque Tedeschi spiega di non essere sorpreso più di tanto dalla polemica. «Tutte le decisioni sono state prese alla presenza anche dei membri dell'esecutivo, Alberto Bocelli, Daniele Salvadori, Enrico Fabbri e Massimo Ripanucci dai quali non è arrivata nessuna segnalazione di disappunto alle mie dichiarazioni».(s.c.)

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