Il Tirreno

Pontedera

Tancredi non arretra «Siamo pronti a lasciare»

di Giacomo Pelfer
Tancredi non arretra «Siamo pronti a lasciare»

Santa Croce, non si spegne la polemica intorno alle primarie del Pd «Ho documenti dei brogli di voto non solo fotografici, ma anche audio»

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE SULL’ARNO. Come un pugile costretto in un angolo. Sembra essere questa la situazione del Pd di Santa Croce, almeno nelle intenzioni del Comitato Tancredi, alla luce dell’ultimatum lanciato di fronte all’assemblea di martedì e che scade oggi. Due le possibilità: espellere, come richiesto dal gruppo di Tancredi, i responsabili dei presunti brogli delle primarie, e quindi ammettere implicitamente la sussistenza delle accuse, oppure, come appare più probabile da parte della segreteria provinciale e comunale del Pd, rispedire al mittente le condizioni di Tancredi accettando il rischio di perdere un fetta di partito, che in quel caso valuterebbe altre strade per far valere il proprio peso nelle elezioni di maggio. Il tutto, però, con il rischio che il tema dei presunti brogli diventi uno degli argomenti principali della campagna elettorale.

«La nostra non è una battaglia contro il Pd ma per il Pd, perché dimostri di essere democratico fino in fondo», dice Tancredi spiegando la posizione del Comitato di fronte ai propri sostenitori. Comitato che, come annunciato in assemblea, attende una risposta «entro e non oltre venerdì 14 marzo», altrimenti i suoi membri riconsegneranno ufficialmente la tessera del Pd. In tutto, gli iscritti al partito che hanno sostenuto la candidatura di Tancredi sono 122 su un totale di 493. «Se restituiremo le tessere – afferma Tancredi – non lo faremo perché non siamo del Pd, ma solo perché non ci sentiamo rappresentati da un partito che si comporta in questo modo. Abbiamo impostato tutto il nostro percorso all’insegna della correttezza e della trasparenza. Nella giornata di domenica, invece, ho passato la maggior parte del tempo a rispondere alle chiamate di cittadini che mi segnalavano certi comportamenti. Ma questa è solo la punta dell’iceberg: diverse persone ci hanno raccontato di aver ricevuto minacce e pressioni nei giorni precedenti al voto, a testimonianza di un malcostume presente nel Pd di Santa Croce».

A prova degli episodi Tancredi conferma di essere in possesso di documenti «non solo fotografici, ma anche audio». E in risposta alla segreteria provinciale, che gli imputa di cercare solo un pretesto per rompere con il partito, Tancredi risponde che «evidentemente non si conosce la realtà di Santa Croce. Noi stiamo dando una chance al Pd per salvare se stesso. Da parte nostra non abbiamo problemi ad accettare l’esito del voto, purché venga appurato che l’entità dei comportamenti scorretti è tale da non invalidare il risultato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini