Proteste
Solvay, sei nuovi pozzi per estrarre salgemma
Montecatini Valdicecina, la multinazionale belga accantona il progetto Idro-S L’azienda punta a sfruttare l’acqua di falda garantendo il deflusso del Cecina
MONTECATINI VALDICECINA. Nuovi pozzi nelle aree ad est e ovest di Ponteginori. Sta in questa geografia il “Nuovo sistema idrico industriale per l’attività mineraria” progettato da Solvay per far fronte al fabbisogno di acqua per l’estrazione del salgemma nei cantieri minerari di Buriano e Saline di Volterra. Una soluzione che accantona integralmente il progetto Idro-S e che lascia aperto il tema del bacino per far fronte al fabbisogno idrico dell’Alta Valdicecina nel periodo estivo.
Nei giorni scorsi Solvay e Atisale hanno presentato alle autorità competenti una richiesta di modifica della valutazione d’impatto ambientale, ovvero l’esame del nuovo progetto che prevede la delocalizzazione di alcuni pozzi lungo il fiume Cecina. Ed ieri pomeriggio i tecnici del colosso belga lo hanno illustrato al pubblico e alle istituzioni locali nella cornice del complesso museale delle miniere a Montecatini. «Questo evento è la prestazione di un progetto nell’adempimento di un obbligo di legge - afferma Davide Papavero, direttore dello stabilimento Solvay di Rosignano –. Una presentazione tecnica». Si parte dai risultati di uno studio diffusi dalla Regione Toscana a fine 2012: nell’asta del fiume Cecina, tra Saline di Volterra e Casino di Terra, sono disponibili annualmente circa 40 milioni di metri cubi di acqua di falda, a fronte di uso accertato, in ambito civile e industriale, di circa 20 milioni di metri cubi. Restano pertanto circa 20 milioni di metri cubi disponibili. Solvay prevede un massimo di sei pozzi, posizionati ad una distanza minima dall’alveo del Cecina di 250 metri, da realizzare ex novo tra Ponteginori e Ponte di Ferro, nel territorio di Pomarance.
Il progetto, secondo quanto esposto dai relatori, i geologi Paolo Squarci e Pierfrancesco Rossi e l’ingegnere Stefano Bagli «migliora il sistema di prelievo al fine di diminuire al minimo gli effetti di deflusso sulle acque del fiume». Tradotto, non più un grosso prelievo su pochi punti, ma una sorta di sistema a valvole da cui attingere a seconda dei momenti, garantendo il regolare deflusso del fiume anche nei mesi estivi. E si elencano gli studi fatti: prove di portata e campagne di misura del deflusso superficiale.
«È un progetto che può dare delle risposte concrete al problema dello sfruttamento della risorsa idrica – afferma Sandro Cerri, sindaco di Montecatini –. Solvay dovrà fornire tutte le garanzie di sostenibilità. Chiediamo che l’economia che un progetto del genere va a muovere abbia ricadute concrete anche sul territorio». Il sindaco di Pomarance Loris Martignoni chiarisce che ilprogetto è figlio «di un processo politico». E aggiunge: «C’è un altro grande tema che non era su questo tavolo, quello di un bacino da riempire in inverno per alleviare i problemi di siccità di scorrimento e sopravvivenza del Cecina in estate. Un grande invaso che non può essere Puretta ma Pian di Goro o il lago delle Valli, sotto Micciano e Libbiano».
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