Lutto
Pieroni: «Inaccettabili le condizioni delle suore»
MONTOPOLI VALDARNO. Si è svolto martedì, in Provincia, il faccia a faccia richiesto dal Comitato montopolese per il salvataggio del Falchi con il presidente Andrea Pieroni e l’assessore Miriam Celoni....
MONTOPOLI VALDARNO. Si è svolto martedì, in Provincia, il faccia a faccia richiesto dal Comitato montopolese per il salvataggio del Falchi con il presidente Andrea Pieroni e l’assessore Miriam Celoni. Incontro che ha lasciato l’amaro in bocca alla delegazione di Montopoli, delusa da una discussione che «si è svolta – dicono – senza chiarezza, priva di numeri e di documenti che motivassero il trasferimento». «Si è parlato di un impegno solo a parole – attacca Fabio Bartoli – non ci hanno fatto vedere niente. Avevamo chiesto la proroga di un mese, per valutare la possibilità di riaprire un tavolo con le suore del Divino Amore, ma abbiamo trovato un no assoluto. Non solo: al termine dell’incontro abbiamo anche scoperto, dal sito dell’ufficio scolastico regionale, che il Falchi risulta già soppresso e confluito nel Marconi dal 5 marzo. A cosa è servito farci andare a Pisa?». «Il nostro compito – risponde Pieroni – è quello di garantire l’inizio regolare dell’anno scolastico a settembre, e questo ad oggi è possibile solo nei locali di San Donato, per i quali la scuola e il consiglio d’istituto hanno espresso una posizione unitaria, presentando un progetto che migliora e adegua l’offerta formativa».
Il presidente spiega, quindi, le ragioni che hanno portato alla rottura della trattativa con le suore: «Il comodato – ricorda – era scaduto già nel 2011. A luglio 2013 abbiamo ricevuto dal Divino Amore una serie di condizioni necessarie per un’ulteriore proroga: in quel documento, l’istituto diceva di non garantire più l’idoneità della struttura, chiedendo alla Provincia di accollarsi ogni responsabilità civile e penale. Viceversa eravamo tenuti a restituire i locali con una penale di 350 euro per ogni giorno di ritardo. Attraverso contatti con la madre generale sono riuscito ad ottenere almeno un altro anno, ma nel frattempo abbiamo dovuto cercare un’altra soluzione. E ad oggi non mi risulta che la posizione del Divino Amore sia cambiata, e se anche fosse, ormai, non ci sarebbero più i tempi». E aggiunge: «Da montopolese capisco le preoccupazioni per il centro storico, ma dobbiamo uscire dalla logica che il problema dei nostri paesi dipenda dalle scuole. Occorre anche ragionare in ottica di Unione dei Comuni, tenendo conto che la scuola deve essere pensata, prima di tutto, nell’interesse degli studenti». (g.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google