Sicurezza
«La Regione rinunci all’invaso di Puretta»
«Solvay chiede una parziale modifica del quadro prescrittivo della delibera di Valutazione d’impatto ambientale (Via) rilasciata nel 2004: chiede di sostituire il progetto Idros industriale con la...
«Solvay chiede una parziale modifica del quadro prescrittivo della delibera di Valutazione d’impatto ambientale (Via) rilasciata nel 2004: chiede di sostituire il progetto Idros industriale con la realizzazione di nuovi pozzi lungo l’asta del fiume – afferma il Wwf Toscana –. Ma l’azienda non ritiene di dover sostituire la prescrizione che la obbliga a versare la somma di 4.650.000 euro per la realizzazione dell’invaso di Puretta, ritenuto nei fatti dalla Regione come l’unico rimedio al fabbisogno idrico potabile dell’Alta Valdicecina. E questo è un fatto tutt’altro che secondario». Ad illustrare gli scenari che si aprono con il nuovo progetto della multinazionale belga è l’associazione ambientalista che da sempre ha avversato il progetto Idro-S, anche in sede di giustizia ammnistrativa. «Dobbiamo doverosamente ricordare alle parti in causa che il Tar della Toscana ha evidenziato bene, e il Consiglio di Stato ha confermato, come il problema dell’approvvigionamento idrico industriale non possa essere svincolato dal problema dell’approvvigionamento idrico potabile e come entrambi debbano essere invece risolti contemporaneamente. L’invaso di Puretta è una grossa sciocchezza, l’abbiamo già dimostrato nelle sedi opportune. Ci auguriamo di non dover aprire un’altra vertenza decennale». E conclude: «La Regione adesso deve fare il passo mancante. Deve rinunciare all’invaso di Puretta e pianificare all’interno di una nuova Via un uso sostenibile della risorsa idrica della val di Cecina: primariamente per l’uso idropotabile, poi per avere un corso del fiume che possa chiamarsi tale, dopo ancora per l’uso agricolo e infine, e solo in caso di avanzo, anche per gli usi industriali come la legge prevede da tanti anni».
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