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Bastonate e spari alla gattina

Bastonate e spari alla gattina

Succede a San Lorenzo a Pagnatico: “Lola” ora è salva e si sta riprendendo

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CASCINA. Non solo a Ponsacco, nella zona de Le Melorie, c’è qualcuno che spara ai gatti.

Un nuovo episodio è avvenuto nella campagna di San Lorenzo a Pagnatico, nel comune di Cascina. A raccontarlo è Silvia Simoni, proprietaria di “Lola”, un meticcio persiano che il 2 maggio compirà un anno. «Venerdì sera rientro a casa da lavoro e prima di andare a mettere dentro la gattina, che stranamente non si era presentata alla porta come di consueto, vado a mettere a letto i miei figli. Dopo pochi minuti arriva mio marito che allarmato mi chiama dicendomi che è successo qualcosa alla gatta. Sentendo arrivare mio marito la piccola si era trascinata in mezzo alla corte. Corro in garage e la trovo in uno stato pietoso. Perdeva copiosamente sangue da dietro e trascinava le zampe», racconta la cittadina.

La successiva visita del veterinario ha portato alla luce una terribile verità. «La gattina non solo era stata presa a pedate o bastonate tanto da farle uscire un'anca, ma aveva un pallino di piombo nella vescica sparato da un'arma ad aria compressa, probabilmente una carabina».

Il gatto si sta riprendendo, la proprietaria ha presentato una denuncia contro ignoti.

Intanto, Alessio Giani della Dav si interroga e «interroga l'intera cittadinanza sul grado di sicurezza in un paese in cui, evidentemente, chiunque può muoversi armato e colpire mortalmente un animale vagante, mettendo anche a rischio bambini e adulti. Nulla vieta, infatti, che un atto di maltrattamento verso un animale (già di per sé penalmente perseguibile), si traduca in una tragedia sulle persone a causa di un proiettile vagante o di una mira presa male che possa arrivare a colpire ignari passanti. La nostra associazione tende a sottolineare come un qualunque atto di violenza verso un animale sia sintomo di una violenza insita nella comunità. Il che rende urgente una riflessione anche in riferimento alla sicurezza di tutta la cittadinanza. Un atto del genere non è, come molti credono, da considerarsi meno grave perché perpetrato nei confronti di un animale: è gravissimo perché pone sullo stesso piano di rischio sia animali che persone».

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