Il dolore
Il volo della speranza per avere un cuore nuovo
L’uomo, un ex carrozziere di Perignano è stato chiamato ieri per il trapianto C’erano solo 3 ore di tempo: cordata di aiuti per farlo arrivare a Bergamo
PERIGNANO. Aspettava quella telefonata da mesi, da quando i medici lo avevano inserito nella lista d’attesa dei pazienti che hanno bisogno di un trapianto di cuore.
La sua vita era cambiata da anni e ieri il volo della speranza verso l’ospedale di Bergamo. Ieri mattina, in casa Bartoli a Perignano, è arrivata la telefonata tanto attesa.
L’ospedale di Bergamo ha avvisato Adriano Bartoli, 55 anni, che era stato trovato un cuore compatibile, già espiantato. C’erano solo poche ore di tempo per arrivare a Bergamo, circa tre, e mettere fine alla sofferenza del cinquantenne, pronto per iniziare una nuova vita. «Ma tre erano poche per raggiungere l'ospedale lombardo. - Ha spiegato l’Asl 5 in una nota – A questo punto l'unica speranza è stato il 118 che, con tempestività ha attivato il Pegaso, l’eliambulanza, ed ha trasportato il paziente a destinazione. Ora non resta che fare gli auguri al signore per una lunga e nuova avventura e un grande grazie a tutti gli operatori del 118 di Pontedera che si sono prodigati per risolvere il caso».
Sì, la centrale del 118 di Pisa, appena ha ricevuto la richiesta di aiuto dalla famiglia Bartoli, si è attivata per garantire il soccorso nel minor tempo possibile. Un’ambulanza della Misericordia di Lari ha trasportato il paziente al campo sportivo dove ad attenderlo c’era l’elicottero delle emergenze sanitarie, pronto per questa nuova missione carica di speranza. Una grande emozione per Adriano e la sua numerosa famiglia. Ma anche per i soccorritori, partiti insieme a lui per un viaggio della speranza. Verso una nuova vita e grazie alla generosità del donatore e dei suoi parenti che hanno acconsentito all’espianto. A Bergamo hanno seguito Bartoli sia la moglie che i figli, mentre i fratelli (in tutto sono cinque) sono rimasti a casa, incollati ai telefoni cellulari, in attesa di notizie dell’ospedale.
«L’intervento durerà diverse ore – dice uno dei fratelli Valerio – appena sarà possibile ci telefoneranno. Siamo in ansia, speriamo che vada tutto per il meglio. Ci eravamo sentiti durante la mattina e poi poco prima di pranzo mi ha telefonato per dirmi che lo stavano accompagnando a Bergamo».
Bartoli, che prima di ammalarsi aveva una carrozzeria, era stato costretto già da alcuni anni a lasciare il lavoro. Le sue condizioni di salute, infatti, non gli consentivano di affrontare alcuna fatica o condizioni di stress. Anche se con dispiacere aveva venduto le sue quote nella società e aveva cercato di curarsi.
Ora per lui da un gesto di grande generosità una nuova opportunità per una vita migliore.
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