Il Tirreno

Pontedera

Categorie protette, le più escluse

di Manolo Morandini
Categorie protette, le più escluse

Per effetto della profonda crisi ci sono oltre duecento posti di lavoro “congelati” dalle aziende

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PONTEDERA. Svantaggiati in partenza. E ancor di più per la crisi. Gonfiano le liste d’attesa. Quelle dei disoccupati appartenenti alle categorie protette, che in un anno sono cresciute più del 26% in provincia di Pisa, da 3.771 a 4.787 iscritti. Un esercito di invalidi fisici o psichici che assiste impotente allo sfumare di opportunità di una maggiore autonomia facendosi spazio nel mondo del lavoro. Al di là delle nuove occasioni che non si creano ci sono oltre duecento i posti in sospeso, previsti dalla legge 68/99 che fissa l’obbligo di assunzione di persone svantaggiate in base alla dimensione dell’azienda, messi nel “congelatore” su richiesta di imprese investite dalla crisi economica.

A tracciare il quadro è l’assessore provinciale al lavoro Anna Romei. «Gli avviamenti al lavoro sono relativi, a fronte di un mercato che non è generoso neppure per le persone normodotate». Lo scorso anno sono stati 134 gli avviamenti, di cui 64 a tempo indeterminato, per invalidi fisici o psichici iscritti nelle liste di collocamento mirato. Ed è un numero che segna un calo del 25% rispetto all’anno precedente.

Un ostacolo in più per persone che hanno già un quotidiano in salita. Eppure ci sarebbero anche gli incentivi economici per le assunzioni, per favorire gli inserimenti nelle aziende anche i tirocini, che in questo caso possono durare fino a 24 mesi, sono per intero a carico del pubblico. «Tutti si rattrappiscono in questo periodo di crisi, che viene vissuto come una fatica in più», constata Romei.

La crisi è al di sopra della legge 68/99, quella che fissa l’obbligo di assunzione per aziende che tra i 15 e i 35 dipendenti devono avere in organico almeno un iscritto alle categorie protette, numero che raddoppia per le imprese fino a 50 dipendenti, mentre in caso di dimensioni maggiori la percentuale di svantaggiati non deve essere inferiore al 7%. Solo nella prima settimana di marzo la Provincia di Pisa ha accolto quattordici richieste di sospensione da parte di altrettante aziende, ma i posti in gioco sono molti di più. Un trend negativo che è dovuto alle difficoltà che stanno affrontando tante imprese del territorio: in caso di crisi, infatti, possono avanzare la richiesta di esonero temporaneo, concesso dalla Provincia dopo una verifica dello stato di salute dell’impresa. «Per quanto attiene alle sospensioni richieste e deliberate dalla Commissione Tripartita della Provincia a favore delle aziende tenute alle assunzioni di disabili i posti sospesi in questi anni di crisi sono oltre i 200 e molti riguardano aziende che hanno reiterato l’uso di un ammortizzatore sociale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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