Finanza
Il “Santa Barbara” messo sotto sequestro
La dinamica ricostruita anche grazie al racconto dei due figli della vittima che erano sulla pista e hanno visto il padre morire
SAN MINIATO. La Procura di Pisa ha aperto un’inchiesta sulla morte di Giancarlo Disegni, 64 anni, di Castelfranco di Sotto, morto sulla pista di motocross a La Serra dopo essere stato investito in pieno da una moto condotta da un minorenne, un ragazzo che avrebbe compiuto da poco 16 anni. La salma del commissario di percorso è stata trasportata all’istituto di medicina legale a Pisa per l’autopsia.
Nel pomeriggio mentre in caserma a Ponte a Egola i carabinieri sentivano le versioni del pilota che ha investito Disegni e i due figli della vittima, Emiliano e Michelangelo, testimoni oculari della tragedia, oltre ad altri piloti presenti al momento del tragico incidente e al presidente del Moto Club Pellicorse che gestisce l’impianto sportivo, i militari della compagnia di San Miniato hanno sequestrato la pista di motocross e la moto coinvolta nella tragedia. Al momento non ci sarebbero indagati, in quanto la dinamica dell’incidente, stando a quanto spiegato dai carabinieri ieri sera, deve ancora essere definita. Ma dalle testimonianze di chi era vicino al doppio salto dove Disegni ha perso la vita risulta che il commissario abbia attraversato la pista per andare a soccorrere un motociclista che era caduto sull’altro lato della pista, rispetto alla sua postazione. I primi a urlargli di non andare sono stati proprio i figli. Il rumore dei motori e la convinzione di riuscire ad attraversare senza correre rischi devono aver spinto la vittima a correre verso il centauro caduto. Ma proprio in quel momento da dietro il doppio salto stava arrivando un’altra moto che ha travolto in pieno il commissario.
«Gli abbiamo urlato di fermarsi, gli abbiamo detto che era pericoloso», hanno raccontato i figli, in particolare uno che era più vicino al padre. L’uomo forse non ha sentito e si è preoccupato solo di andare a vedere come stava il motociclista che era caduto.
«È morto davanti ai figli – conferma con dolore Donatella Aramini, segretaria del Moto Club Pellicorse –, erano a sbandierare lungo il percorso accanto a lui. Era un allenamento libero, aperto a tutti i motociclisti con licenza della Federazione, ci saranno stati 40 motociclisti, maggiorenni e minorenni. Siamo molto dispiaciuti per quello che è successo. L’impianto è in regola. I carabinieri ci hanno chiesto una certa riservatezza in quanto c’è un’inchiesta della Procura di Pisa».
In serata, quando è stato deciso il sequestro della pista, anche il presidente del Moto Club che gestisce l’impianto del Santa Barbara, sulle colline di San Miniato, è stato invitato in caserma, dove è stato accompagnato dal presidente regionale della Federazione italiana motociclismo, Andrea Vignozzi.
«Il sequestro dell’impianto – dice il presidente Giorgio Sardi – è un atto dovuto, così ci è stato spiegato, in quanto dovranno essere svolti altri accertamenti. Noi siamo in regola, abbiamo fornito ai carabinieri tutta la documentazione che ci è stata richiesta».
Il Moto Club Pellicorse è vicino alla famiglia per la tragica scomparsa del socio e amico dello storico sodalizio sanminiatese. Sulla pagina Facebook del Moto Club sono stati scritti molti messaggi di condoglianze e di vicinanza alla famiglia del commissario morto. Riccardo Arena, sbandieratore-pilota del Pellicorse, propone di organizzare un tributo a Giancarlo, «un collega nonché grande amico, il giorno del suo funerale. Vorrei un gruppo di piloti a “sgassare” nel parcheggio del cimitero di Castelfranco, aiutatemi per favore a sviluppare quest'idea per un uomo che ha aiutato molti di noi...».
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