Il Tirreno

Pontedera

L’alternativa trasversale è Aurora Rossi

Castelfranco di Sotto, prende quota la candidatura a sindaco in un ampio fronte di centrodestra

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO DI SOTTO. Potrebbe essere Aurora Rossi il principale avversario di Gabriele Toti alle elezioni amministrative di maggio. Già consigliere comunale, in quota Udc, tra il ‘99 e il 2004, presidente del Comitato Antinquinamento e figura di riferimento nella lotta contro il pirogassificatore, Rossi potrebbe candidarsi a capo di una lista trasversale che metterebbe assieme Forza Italia, Socialisti e il gruppo di Progetto Città, con l’obiettivo di ottenere l’adesione e il sostegno anche di tutte le altre forze del centrodestra.

L’obiettivo dichiarato è quello di replicare, anche a Castelfranco, il modello del “listone” tra i Socialisti e l’area del centrodestra che nel 2013 è risultato vittorioso a Santa Maria a Monte. Un modello al quale si sta lavorando da mesi, e che nei giorni scorsi aveva fatto trapelare addirittura l’idea di possibili primarie di coalizione per la scelta del candidato da contrapporre al Pd. Fino a pochi giorni fa, tuttavia, le indiscrezioni limitavano l’elenco dei papabili alla coppia composta dalla stessa Rossi e dal consigliere Psi Rosario Casillo, già sindaco di Castelfranco fra anni ‘80 e ‘90. Negli ultimissimi giorni, però, le quotazioni di Rossi sembrano essere cresciute, mentre Casillo, secondo i rumors, potrebbe accettare di fare un passo indietro in vista di una candidatura in seconda posizione per il ruolo di vicesindaco.

La situazione è in divenire. Ieri sera era in programma un incontro per cercare l’adesione delle altre forze: Udc, Nuovo Centrodestra e Fratelli d’Italia, che in parte, alla vigilia del faccia a faccia, avrebbero espresso dubbi e perplessità sul nome di Aurora Rossi. Staremo a vedere. Intanto appare certo l’accordo tra Forza Italia, Psi e Progetto Città. E a confermarlo è la stessa Rossi: «Per il momento – spiegava prima dell’incontro – è stata raggiunta un’alleanza a tre. Confidiamo nell’adesione di tutte le altre forze per dare finalmente una svolta a questo paese. In tanti hanno spinto per il mio nome convinti che sia quello giusto. Io ci metterò il cuore e l’anima, ma se dovessi essere d’inciampo sono pronta a tirarmi indietro». Importante sarà capire soprattutto cosa farà l’Udc. Cinque anni fa per il mancato accordo sul nome di Giuseppe Calò, l’area Udc dette vita alla lista civica Sicurezza e Trasparenza. Adesso il quadro è più delicato, di fronte a un nome vicino all’ambiente cattolico e insieme capace di raccogliere consensi anche tra le forze ambientaliste riunite in Progetto Città.

Giacomo Pelfer

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa