Il dolore
Asilo nido nell’area rossa ma l’assessore tranquillizza
L’area dove partirà il cantiere è tra quelle in cui negli anni ha ceduto il terreno Moschi: una struttura leggera. Preoccupato il titolare dell’hotel a Fontecorrenti
VOLTERRA. «Indipendentemente dai finanziamenti di cui beneficeremo, presto avvieremo lavori di regimazione delle acque alle Colombaie e ai Cappuccini». È la promessa dell'assessore comunale alle opere pubbliche, Paolo Moschi, dopo la diffusione della notizia dello spostamento di mezzo centimetro all'anno dal 2011 a oggi dei terreni in cui sono sorti quei due stessi quartieri con una rilevante attività edilizia dagli anni Ottanta.
La giunta Buselli, secondo quanto spiegato da Moschi, ha stoppato la realizzazione di nuove costruzioni in quelle zone. Anche se fra poche settimane è prevista l'apertura del cantiere per un asilo in località L'Orticino, «praticamente a fianco delle Colombaie», riprende l'assessore.
L'area, per intenderci, è quella appena sotto il liceo Carducci, in mezzo ai due quartieri indicati dall'equipe del geologo Nicola Casagli, che sta monitorando Volterra con un radar interferometrico e con le immagini dal satellite, come aree in cui si sono verificati gli spostamenti dei terreni. «Sarà una costruzione di bioedilizia – ha sottolineato Moschi, riferendosi all'asilo nido –. Sarà una struttura più leggera rispetto alle tradizionali. In più, l'appalto prevede che l'azienda costruttrice realizzi opere di consolidamento dei terreni circostanti». Moschi spiega anche che la soluzione individuata dalla giunta risolve un problema lasciato in eredità da quella precedente. «Era stata prevista la realizzazione di un asilo nido e di una scuola materna nel vecchio complesso dei Cappuccini – racconta – in una zona che presenta numerose criticità dal punto di vista idrogeologico. Individuando L'Orticino come area in cui costruire il nuovo asilo nido abbiamo alleggerito il progetto iniziale». Gli animi degli abitanti dell'area sottostante il lato ovest delle mura medievali, quella in cui si è verificata la frana di fine gennaio, il crollo dello sperone di lunedì scorso e lo spostamento del terreno negli ultimi tre anni, però, non sono tranquilli. Pedro Bessi, titolare dell'hotel Le Fonti alle Fontecorrenti, in pieno quartiere Cappuccini, si dice molto preoccupato dei movimenti rilevati dal satellite. «Non sapevo di avere l'albergo e la casa di famiglia su un'area così – afferma –. M'informerò meglio dai tecnici del Comune, la situazione non mi sembra per niente tranquillizzante». Nicola Casagli, dopo una prima valutazione del quadro emerso dal confronto delle immagini tra il gennaio 2011 e lo stesso mese del 2014, ha detto che servono interventi rispetto alle condizioni dell'acquedotto. Moschi si è detto d'accordo. «Sappiamo quale sia il problema di quell'area e ci muoveremo anche con piccoli ma significativi interventi, andando a verificare le vecchie condutture dell'acqua».
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