La manifestazione
Aggredito davanti a casa e ferito da un coltello
Incursione di tre ragazzi nell’agriturismo “Apparita”: vittima un 25enne Il racconto: «Forse doveva essere una bravata, ma è degenerata. Siamo scossi»
VOLTERRA. Lui esce a fumarsi una sigaretta prima di andare a letto, come fa normalmente. Sul piazzale della casa dove è ospite spuntano tre ragazzi. È proprietà privata, là non possono stare. «Chi siete?», chiede il 25enne. Non c’è risposta alla domanda: la reazione è un vortice di violenza, tra pugni e graffi con un coltellino a scatto, che travolge il giovane tutt’oggi ancora scosso.
Succede l’altra sera all’agriturismo podere “Apparita”. E quella che, forse, doveva essere una ragazzata di un gruppo di amici in una serata di alcol oltre i limiti, si trasforma in una pericolosa incursione che manda all’ospedale il 25enne di origine romena con una prognosi di 15 giorni.
A raccontare i fotogrammi di quella notte è la signora Podda: lei è in casa a guardare la televisione. Sono le 22,30, il marito è fuori. «Ho cominciato a sentire i nostri cani abbaiare, ma spesso lo fanno anche se passa un gatto. Poi ho sentito suonare il campanello e bussare alla porta: non ho aperto subito perché non aspettando nessuno ero spaventata».
La signora chiama agitata il cognato: nel podere abitano 3 famiglie. Poi apre e là davanti ai suoi occhi c’è l’amico che da qualche tempo dà una mano all’azienda, tutto dolorante e sanguinante a una spalla. Ovviamente la banda è scappata a gambe levate. Ma la persona ferita li ha visti in faccia.
«Praticamente quando il nostro amico ospite da noi ha chiesto a questi tre ragazzi chi fossero, uno di loro gli ha strappato il cellulare che lui aveva tirato fuori e lo ha schiacciato a terra col piede». La violenza continua. «Poi sempre questo, mentre gli altri due stavano a guardare, lo ha picchiato e tirando fuori un coltellino a scatto lo ha ferito ad una spalla».
In casa Podda tutta la famiglia è scossa. «Credo che questi ragazzi volessero fare una bravata, ma quando subentra la violenza cambia tutto. Non si può più parlare di ragazzate, siamo spaventati, arrabbiati. La nostra è una zona tranquilla, viviamo in campagna. Tutto quanto è accaduto è stato regolarmente denunciato alla polizia. Il nostro amico ha identificato gli aggressori».
In città da subito si sparge la voce: si parla degli aggressori come tre elementi del gruppo dei 14 ragazzi, tra i 20 e i 24 anni, che fanno parte della delegazione tedesca del Progetto Leonardo, giunto quest’anno alla 15esima edizione.
«Ragazzi per bene, che lavorano molto seriamente: io tutti i giorni mi occupo di loro e mi sembra veramente strano che siano coinvolti con episodi del genere», spiega Marino Camerini, presidente del Gian.
Camerini stenta a crederci.
«Alla fine dei conti c’è una denuncia e un riconoscimento da una parte e dall’altra di questi tre ragazzi che negano di essere stati là e di aver fatto quelle cose», ribadisce.
Il presidente ci tiene a sottolineare che, addirittura, il gruppo di lavoro tedesco di questa edizione, è uno dei migliori mai ospitati a Volterra. «Stanno lavorando molto bene». La delegazione resterà sul Colle fino all’ultimo weekend di marzo.
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