Il Tirreno

Pontedera

Trappole a 200 metri da casa

di Francesca Suggi
Trappole a 200 metri da casa

Montopoli, si ferisce un cane maremmano. La proprietaria: Max poteva morire, un pericolo per tutti

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MONTOPOLI. Resta intrappolato per quasi 36 ore. Per un pomeriggio intero, una nottata fino alla mattina dopo la padrona cerca Max disperata. Niente. Il suo pastore maremmano sembra sparito nel nulla fino al macabro, ma quanto mai provvidenziale, ritrovamento. Il canone di 7 anni è praticamente immobile, agonizzante, con una zampa incastrata in una trappola artigianale fatta con i freni delle biciclette. Non c’è solo quella nel boschetto lungo via Vallelunga, a duecento metri da casa di Lucia Ulivieri, tra San Romano e Montopoli.

«Il cancello di casa era stato socchiuso e Max era andato fuori: di solito quando capita, torna subito ma l’altro giorno non è stato così», racconta la diretta interessata mentre veglia, indignata, il suo amico a 4 zampe che è in prognosi riservata. «Lo abbiamo ritrovato dopo quasi 36 ore giù per una scarpata a 200 metri da casa, non abbaiava, non gemeva. Era inerme come un cucciolo aveva solo la lucidità di seguirmi con gli occhi nei movimenti, difficile liberarlo dalla presa della trappola».

Si ricorda ogni attimo Ulivieri, che subito fa regolare denuncia dell’accaduto e informa la Forestale. Anche perché non è la sola trappola intercettata in quella zona raggiungibile da chiunque. Bambini e ragazzi compresi.

«Mio figlio ha quasi 16 anni e ogni tanto va là con gli amici, praticamente è un’area dietro casa: chi ha messo queste trappole si deve vergognare moralmente, eticamente e si deve rendere conto che si tratta di un pericolo per tutte le persone, non solo per gli animali», si sfoga. Il veterinario che prontamente visita Max parla di trappole tipiche per la caccia alle volpi. Magari nella zona ci sono pollai e, si sa, il mammifero non è ben visto. Ma la storia delle trappole è inaccettabile.

«Max è in prognosi riservata, tentando di liberarsi si è lussato anche una spalla e ovviamente la zampa rimasta nella trappola e gonfia e malmessa».

Ulivieri vuole ribadire che quell’area che costeggia via Vallelunga non è né isolata, né sperduta ma facilmente accessibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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