Sicurezza
“Sos lavoro” la rete per arginare la crisi
Santa Croce, un centro di ascolto nella biblioteca comunale Bucci: «Quasi sempre vediamo persone esasperate»
SANTA CROCE SULL’ARNO. C’è un dato della crisi che sfugge alle statistiche, che investe la dignità, le emozioni, il sentire più profondo dell’animo umano. È l’effetto devastante, talvolta distruttivo, che la crisi sedimenta nel pensiero delle persone colpite, di chi si scopre senza lavoro, senza prospettive per la propria azienda o, sempre più spesso, nelle mani degli strozzini. Un processo di “distruzione” dell’umano che ha spinto la Provincia, dall’ottobre scorso, anche con il contributo dei Comuni del Valdarno, alla creazione della rete Sos Lavoro. Un piano articolato che ha messo a sistema i vari sportelli d’ascolto presenti sul territorio, con l’obiettivo di offrire aiuto e assistenza attraverso il supporto volontario e gratuito di professionisti, avvocati o commercialisti, e in altri casi, quelli più gravi, anche con percorsi di supporto psicologico.
L’idea non a caso è nata nell’aprile del 2013, all’indomani del suicidio, nella propria azienda, dell’imprenditore santacrocese Andrea Mancini. E i primi dati sull’attività della rete, illustrati ieri mattina al Centro per l’impiego di Santa Croce dall’assessore provinciale Anna Romei, dimostrano tutta la “fame” di aiuto che la crisi ha portato con sé. In soli tre mesi, sono circa 400 le telefonate raccolte dai numeri messi a disposizione da Sos Lavoro, mentre nello stesso periodo, i vari sportelli antiusura si sono occupati di oltre 500 casi. Una quarantina, invece, le persone per le quali è stata attivata l’assistenza psicologica.
Un servizio che ha uno dei suoi punti di riferimento nella biblioteca di Santa Croce, dove l’amministrazione ha creato un centro di “Counselling” per ogni tipo di problematica, legato alla rete Sos Lavoro ogni qualvolta il disagio nasce da problemi lavorativi. «Su 6 ore settimanali disponibili – spiega l’assessore Mariangela Bucci – almeno 4 sono sempre occupate. Quasi sempre vediamo persone esasperate, nervose, talvolta spaventate e senza alcuna idea di come difendere i propri diritti. In molti casi, scopriamo anche che l’ultima goccia a far traboccare il vaso è una cartella di Equitalia. Pensiamo che la nostra attività possa fare da argine contro scelte che spesso diventano distruttive».
«La rete sta funzionando – dice l’assessore Romei – perché siamo stati in grado di definire modalità e percorsi di lavoro. Il progetto si configura come un’attività di prevenzione, sia di tipo primario, con incontri di sensibilizzazione su come difendersi dal disagio derivante da problemi finanziari o dall’usura, che di tipo secondario con percorsi di assistenza psicologica». «Noi amministratori avvertiamo da anni un disagio sociale diffuso – aggiunge il sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi – che si presenta anche sotto nuove forme. Quello più preoccupante e meno visibile è il disagio esistenziale, psicologico, che investe la dignità dell’uomo. I nostri Comuni sono impegnati su questo fronte, con servizi immateriali che i cittadini da fuori non vedono, ma che in realtà sono molto più importanti di tanti aspetti esteriori».
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